VENEZIA 83 - "Sasso, Carta, Forbici”: Un
sogno inquieto dentro un luna park
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Sasso, Carta, Forbici” di
Virginia Mori è un cortometraggio d’animazione di nove minuti presentato in concorso nella sezione Orizzonti della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. È una co-produzione tra Italia e Francia, realizzato da Withstand e Miyu Productions.
Il film segue un gruppo di giovani in un luna park, tra giochi, zucchero filato e giostre.
Non c’è una vera trama e non ci sono nemmeno dialoghi. Il film non sembra voler raccontare qualcosa dall’inizio alla fine, ma piuttosto trascinare chi osserva dentro un mondo fatto di immagini, sensazioni e situazioni che si susseguono con la logica imprevedibile dei sogni.
Il mondo narrato è inquieto e onirico. Il luna park diventa una specie di palcoscenico dove i rapporti tra i protagonisti vengono messi alla prova e dove il gioco sembra nascondere qualcosa di più adulto. Racconta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, con i suoi piccoli rituali e le dinamiche tra amici.
È un luogo che dovrebbe essere sinonimo di divertimento, colori e spensieratezza, ma che nelle mani di
Virginia Mori assume fin da subito qualcosa di molto più inquietante. Le attrazioni diventano strane, quasi minacciose, e quello che dovrebbe essere un semplice pomeriggio tra amici prende una piega sempre più grottesca. Ha un’anima creepy e horror, ma non nel significato classico del termine: è l'immaginario stesso a creare la sensazione di paura, assieme allo stile del disegno. Uno stile crudo, grottesco e ricco di tratti che ricordano i segni della grafite e che conferiscono tridimensionalità a tutti i soggetti in un ambiente colmo di dettagli.
Il mondo di Mori sembra seguire una logica surreale. Le cose accadono e basta. Non sempre sappiamo perché. Anche per questo il cortometraggio può lasciare sensazioni molto diverse in chi osserva.
La regia e i movimenti di camera sono ben riusciti, questo è un aspetto notevole per un film d’animazione, e il suo stile ricorda un incontro tra Magritte e l’animazione giapponese nelle sue forme più distorte. Anche a livello tecnico e di disegno, siamo davanti a un ottimo lavoro.
Insomma, sono pochi minuti piacevoli da guardare, in cui sembra di entrare nella testa di qualcuno mentre sta facendo un sogno particolarmente strano. Un sogno ambientato in un luna park, con due gemelle identiche, attrazioni assurde, una giostra con una testa umana e un fucile.
03/09/2026, 16:45
Marta Bello