VENEZIA 83 - “Angelo Azzurro”: Una cotta
d’estate sul confine dell’adolescenza
C’è un momento dell’adolescenza in cui non si è più bambini, ma non si sa ancora bene cosa significhi essere grandi. “
Angelo Azzurro” di
Tommaso Acquarone racconta proprio quel momento, proponendo sullo schermo una giornata d’estate sulla costa adriatica e una cotta che, almeno per il protagonista Alessandro, finisce per occupare tutto il resto.
Presentato in prima mondiale alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti, il cortometraggio segue Alessandro, quattordici anni, e il fratellastro Filippo, entrambi attratti da Lena, una ragazza croata che sembra appartenere a un’età già diversa dalla loro. I tre passano insieme una giornata al mare, tra esitazioni, silenzi e piccoli tentativi di attirare l’attenzione. Poi arriva la sera, il luna park, e con lei quella sensazione di spensieratezza giovanile e voglia di esplorare.
Acquarone racconta questa cotta senza caricarla di troppi significati. Alessandro e Filippo sono due ragazzi timidi, ancora impacciati davanti a Lena, ma anche pronti a raccontarsi qualche bugia pur di apparire più grandi, più sicuri, più interessanti. In fondo vorrebbero la stessa cosa: piacere a lei. Lena, invece, è più matura e sembra avere già una consapevolezza che loro non possiedono.
È la quotidianità a diventare materia narrativa. Le inquadrature sono tutte molto ravvicinate ai soggetti, come se la macchina da presa cercasse di stare addosso ai personaggi e di cogliere ogni esitazione, ogni imbarazzo, ogni cambiamento improvviso.
Il film è, prima di tutto, il racconto di una prima infatuazione: quella fase in cui non si conosce davvero l’altra persona, ma si finisce per costruirle addosso un’immagine. Lena è reale, naturalmente, ma per Alessandro è anche qualcosa di immaginato, desiderato, quasi irraggiungibile.
La storia è esile e, una volta arrivati alla fine, può rimanere la domanda su cosa volesse davvero raccontare il film oltre alla semplice esperienza di una cotta estiva.
L’adolescenza spesso è fatta di episodi che, visti da fuori, sembrano insignificanti e che invece, per chi li vive, assumono proporzioni enormi. Una sera al luna park può diventare un ricordo indelebile. Una ragazza conosciuta per un giorno può sembrare importantissima. Un momento degno di nota è quello in cui Alessandro, a soli quattordici anni, arriva a insultare e denigrare Lena perché pensa che abbia avuto un momento intimo con Filippo.
È un piccolo racconto estivo, ravvicinato e malinconico. Non ha un grande spessore e forse l’aspetto più significativo è proprio il modo in cui i ragazzi giovani si rapportano alle ragazze, con quali termini e con quali aspettative.
10/09/2026, 16:35
Marta Bello