GIAN LUIGI RONDI - Un ricordo a dieci anni dalla morte
In occasione del decennale della scomparsa di Gian Luigi Rondi (1921–2016), il mondo del cinema e delle istituzioni culturali ne ricorda la figura straordinaria: critico, saggista, organizzatore culturale e statista della VII arte, la cui impronta ha segnato mezzo secolo di storia dello spettacolo italiano e internazionale.
Il baluardo del cinema d'autore e le grandi cariche istituzionali
Storica firma della critica cinematografica (per decenni punto di riferimento dalle colonne de Il Tempo), Gian Luigi Rondi ha accompagnato e difeso con passione la crescita del cinema d'autore italiano. Nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera, ha ricoperto cariche istituzionali di primo piano alla guida dei principali festival ed enti culturali del Paese:
Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia: Direttore della Mostra negli anni '70 e tra i principali artefici del suo rilancio. Poi presidente della Biennale di Venezia.
Ente Autonomo Gestione Cinema e Cinecittà: Presidente delle storiche strutture di promozione e produzione cinematografica pubblica.
Festival Internazionale del Film di Roma: Alla guida della fondazione e della manifestazione capitolina.
Cultura di Stato: Consigliere per lo spettacolo presso la Presidenza del Consiglio e diversi Ministeri della Cultura.
La Presidenza a vita del David di Donatello
Tra i capitoli più significativi e duraturi del suo impegno spicca la guida dell'Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Assunta la presidenza nel 1981, Rondi ha trasformato l'Accademia italiana in una vera e propria istituzione di valorizzazione del talento. In virtù dei suoi indiscutibili meriti e della profonda dedizione dimostrata nel corso degli anni, l'Assemblea gli conferì la carica di Presidente a vita. Sotto la sua direzione, i "David" sono diventati il barometro fondamentale della qualità cinematografica nazionale, valorizzando tanto i grandi maestri quanto le giovani promesse.
"Le mie vite allo specchio. Diari" (Edizioni Sabinae)
Per ripercorrere il suo viaggio umano e professionale, resta fondamentale la consultazione dell'opera autobiografica "Le mie vite allo specchio. Diari 1947-1997", pubblicata da Edizioni Sabinae pochi mesi prima della sua scomparsa.
Attraverso oltre cinquant'anni di memorie, incontri riservati e riflessioni, il volume offre un affresco unico e dettagliato non solo della storia del cinema — da Fellini a De Sica, da Visconti fino alle star hollywoodiane — ma dell'intera società e politica italiana del secondo Novecento. Un testo fondamentale edito da Edizioni Sabinae che rappresenta l'eredità spirituale e l'autentico testamento culturale dell'autore.
A dieci anni dalla sua scomparsa, l'esempio di rigore, amore per il grande schermo e dedizione alle istituzioni di Gian Luigi Rondi continua a rappresentare un riferimento imprescindibile per la critica e per tutta l'industria cinematografica italiana.
14/09/2026, 09:34