TATTOO. I FILM SULLA PELLE - Al MIC di Milano
dal 19 settembre al 10 ottobre
C’è un rapporto stretto tra il cinema e i tatuaggi. A questo tema affascinante, e che magari non è il primo che viene in mente quando si pensa alla storia del cinema - Cineteca Milano dedica la rassegna “Tattoo. I film sulla pelle”, che si terrà al MIC – Museo Interattivo del Cinema dal 19 settembre al 10 ottobre 2026. Il programma disegna un percorso attraverso dieci film di epoche, generi e provenienze diverse che esplorano il rapporto tra il corpo e i segni che scegliamo o che siamo costretti a portare sulla pelle.
La rassegna sarà impreziosita il 30 settembre dall'incontro con la tattoo artist italiana Michela Bottin, una delle tatuatrici più richieste al mondo che dialogherà con il pubblico sui segreti, le tendenze e l'evoluzione dell'arte del tatuaggio, ormai sempre più diffusa e trasversale per generi ed età.
Tornando alla rassegna, dal tatuaggio come memoria indelebile al segno come dichiarazione di appartenenza, dalla pelle trasformata in opera d'arte al corpo come luogo di ribellione, desiderio e riscatto, i film mostrano come il tatuaggio possa diventare una vera e propria forma di racconto. Un linguaggio inscritto sul corpo, capace di rivelare ciò che le parole spesso nascondono.
Il programma parte il 19 settembre con I racconti del cuscino di Peter Greenaway (1996), raffinato e visionario intreccio di erotismo, calligrafia e identità. La protagonista Nagiko porta con sé il ricordo dei messaggi che il padre le scriveva sul volto durante l'infanzia e, da adulta, trasforma la scrittura sulla pelle in una forma di desiderio e di espressione personale. Il corpo diventa così superficie sulla quale incidere parole e passioni.
Il 24 settembre sarà la volta de Il maestro giardiniere di Paul Schrader (2022). Al centro della storia c'è Narvel Roth, un giardiniere meticoloso e apparentemente irreprensibile, la cui esistenza nasconde un passato violento. Il suo corpo porta le tracce di una vita precedente, diventando il punto di incontro tra colpa, memoria e possibilità di redenzione.
Il 25 settembre arriva uno dei titoli più celebri della rassegna: Memento di Christopher Nolan (2000), film che ha aperto al regista le porte della fama mondiale. Leonard, incapace di ricostruire il suo passato a causa di una grave forma di amnesia, affida alla fotografia, agli appunti e ai tatuaggi le informazioni che non può permettersi di dimenticare. La pelle e il corpo si trasformano in un archivio personale.
Un altro film decisamente molto conosciuto sarà proposto il 27 settembre. Si tratta di La promessa dell'assassino di David Cronenberg (2007). Ambientato nel mondo della criminalità organizzata russa a Londra, il film utilizza i tatuaggi come un codice per raccontare il passato, il rango e l'appartenenza dei suoi personaggi.
Il 30 settembre la rassegna si sposta in Giappone con Tokyo Fist di Shin'ya Tsukamoto (1995), riflessione sul corpo, sulla violenza e sul desiderio.
Non poteva mancare, il 2 ottobre, Educazione siberiana riuscitissimo film di Gabriele Salvatores (2013), ambientato nella comunità dei “criminali onesti” della Transnistria (Moldavia). Qui il tatuaggio è soprattutto un linguaggio sociale: attraverso i segni sul corpo si raccontano esperienze, gerarchie, valori e appartenenze.
Il 4 ottobre è dedicato a The Spider Tattoo di Yasuzô Masumura (1966), ambientato nel Giappone feudale. Il tatuaggio entra in una dimensione più sensuale e perturbante, legandosi alla seduzione, al potere e alla trasformazione dell'identità.
Il 7 ottobre, invece, sarà la volta di Alabama Monroe di Felix Van Groeningen (2012), intenso racconto d'amore in cui i protagonisti Elise e Didier costruiscono la propria relazione anche attraverso i tatuaggi, che diventano segni visibili del loro legame e della loro identità.
L'8 ottobre è in programma L'uomo che vendette la sua pelle di Kaouther Ben Hania (2020), uno dei film che più esplicitamente interroga il rapporto tra tatuaggio, arte e politica. Il corpo del protagonista Sam diventa un'opera d'arte, ma anche una merce e uno strumento di libertà.
A chiudere la rassegna, il 10 ottobre, sarà L'uomo illustrato di Jack Smight (1969), tratto dall'opera di Ray Bradbury. Il corpo completamente tatuato del misterioso protagonista è il punto di partenza per una serie di racconti fantastici: il tatuaggio come porta d'accesso all'immaginazione.
14/09/2026, 10:54