JOB FILM DAYS 7 - A Torino dal 6 all'11 ottobre
Dal 6 all’11 ottobre torna a Torino
Job Film Days, il festival cinematografico internazionale dedicato al lavoro e ai diritti, diretto da Annalisa Lantermo e organizzato dall’Associazione Job Film Days ETS. Per sei giorni, al Cinema Massimo e in altri luoghi della città, il cinema sarà occasione di confronto sulle trasformazioni che stanno cambiando il mondo del lavoro: dai diritti alla salute e sicurezza, dalle nuove tecnologie alla precarietà, dalle nuove professioni al lavoro femminile, dall’inclusione al rapporto con i territori. Un programma che intreccia cinema contemporaneo e memoria, concorsi ed eventi speciali, incontri e momenti di formazione, grazie anche alla collaborazione del Museo Nazionale del Cinema e di una rete di istituzioni e associazioni locali, nazionali e internazionali.
Al centro della settima edizione sono i due concorsi storici del festival. Il Premio “Lavoro 2026” JFD, realizzato con INAIL Piemonte, propone sette documentari e lungometraggi di finzione provenienti da diversi Paesi, mentre il Premio “Job for the Future 2026” JFD, realizzato con la Camera di commercio di Torino, è riservato a dodici cortometraggi europei realizzati da registi under 40. Due sezioni che, attraverso linguaggi e generi differenti, restituiscono uno sguardo sulle condizioni di lavoro, sui cambiamenti tecnologici e sociali e sulle nuove forme di precarietà, ma anche sul rapporto tra lavoro, ambiente, territorio e vita quotidiana.
Il concorso Premio “Lavoro 2026” JFD
Sono sette i film in concorso per il Premio “Lavoro 2026”. Human Resource di Nawapol Thamrongrattanarit, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia 2025, racconta attraverso una lavoratrice delle risorse umane il rapporto tra lavoro, maternità e crisi demografica. The Employed di Tommaso Cotronei, in anteprima mondiale, porta lo sguardo su un cantiere edile dell’Italia settentrionale, osservando gesti, rumori e quotidianità dei lavoratori. Sea Sisters di Brunella Filì, documentario italo-norvegese, mette in relazione due donne pescatrici, una in Puglia e una in Norvegia. Fordlandia Panacea di Susana de Sousa Dias riflette sul lavoro, sulla memoria e sul colonialismo attraverso il progetto industriale di Fordlandia, in Amazzonia. Bulakna di Leonor Noivo, in concorso al FIDMarseille, segue alcune lavoratrici domestiche filippine dal Paese d’origine. The Case Against Space di Graeme Arnfield ricostruisce la vicenda dell’equipaggio dello Skylab 4 e dello sciopero del 1973, tra lavoro, isolamento e conflitto; il film ha ricevuto una menzione speciale a Visions du Réel 2026 e il Doc Alliance Award come miglior lungometraggio. Chiude la selezione 2m² di Volkan Üce, che racconta la storia di un impresario di pompe funebri turco-belga e di un uomo incaricato di trasportare le bare dei connazionali morti in Europa.
Il concorso “Job for the Future 2026” JFD
Sono dodici i cortometraggi europei selezionati per il concorso “Job for the Future 2026”, riservato a registi under 40. Their Eyes di Nicolas Gourault e Desert Island di Greet Verhaert affrontano le conseguenze della trasformazione tecnologica sui modelli produttivi; Horsepower di Tittel del Mar e Under the Mountains’ Shadow di Diogo Salgado esplorano il rapporto tra lavoro, ambiente e territorio per le giovani generazioni. Un giorno, un uovo di Vincenzo Pezone e Bilan annuel di Camille Béglin guardano al lavoro nella sua dimensione quotidiana e personale. Completano la selezione Visite en terre irradiée di Anne-Sophie Girault, Where Does the Sun Sleep at Night? di Ildze Felsberga, Mother Company di Alexander Raptotasios e Konstantinos Thomaidis, Beneath the Night di Maximilian Karakatsanis, In Person Only di Tereza Vejvodová e Sono sempre qui per te di Marco Pacchiana.
Una selezione dei film di entrambi i concorsi sarà inoltre disponibile sulla piattaforma MYmovies ONE dopo la proiezione in sala, e resterà visibile per 5 giorni.
Le giurie
A valutare i film del Premio “Lavoro 2026” sarà una giuria presieduta da Irene Dionisio, regista e artista, autrice di Le ultime cose, Murmur e del più recente Idda - unico film italiano in concorso al Toronto International Film Festival 2026 - e composta da Perla Sardella, artista e documentarista, autrice di Portuali e Le Prime Volte; Ilaria Feole, giornalista e critica cinematografica, collaboratrice di Film Tv e autrice di saggi e monografie sul cinema; Giovanna Maina, docente all’Università di Torino e studiosa di cinema, media e rappresentazione di genere; e Alessandra Lanza, dirigente generale INAIL e dal 2026 alla guida della Direzione regionale Piemonte, con una lunga esperienza nell’ambito della pubblica amministrazione, dell’innovazione e della salute e sicurezza sul lavoro.
La giuria del concorso “Job for the Future 2026” è presieduta da Giulia Cosentino, ricercatrice d’archivio, sceneggiatrice e regista - Premio Solinas per la Migliore Sceneggiatura nel 2022 con Due Amici - e composta da Stefano Cravero, montatore e produttore, membro del consiglio AMC, dell’Accademia del Cinema Italiano e della European Film Academy; Antonio D’Aquila, regista, autore e docente, fondatore e presidente di CineLAB; Nicola Scarlatelli, imprenditore industriale piemontese e vicepresidente della Camera di commercio di Torino e Tonino De Pace, avvocato e critico cinematografico, collaboratore di diverse riviste e componente di giurie di festival.
Completa il sistema delle giurie quella dedicata alla scrittura, composta dalla documentarista, autrice e produttrice Enrica Viola, fondatrice di UNA Film, nelle vesti di presidente, dallo sceneggiatore e autore televisivo Piero Bodrato e dal presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino Fabrizio Bontempo. La giuria premia i tre migliori soggetti del Laboratorio di scrittura Job Film Days 2026, sostenuti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne e Officina della scrittura.
Fabrizio Gifuni e il lavoro dell’attore
Tra gli appuntamenti più attesi della settima edizione, sabato 10 ottobre alle 17 al Cinema Massimo, la masterclass di Fabrizio Gifuni dal titolo Il lavoro dell’attore, condotta da Grazia Paganelli, e realizzata in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema e Fondazione Tpe. A seguire, alle 19, la proiezione del film Prima che la notte diretto da Daniele Vicari. Film per la tv per la prima volta presentato in sala.
Il Focus Corea del Sud
La settima edizione dedica un focus al cinema della Corea del Sud, una cinematografia che ha saputo raccontare con particolare incisività le disuguaglianze, la competizione sociale e le trasformazioni del capitalismo contemporaneo. Il percorso prende il via già il 29 settembre con No Other Choice di Park Chan-wook, interpretato da Lee Byung-hun e presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2025, per proseguire durante il festival con Because I Hate Korea di Jang Kun-jae, Halo di Roh Young-wan e Citizen of a Kind di Park Young-ju, quest’ultimo premiato per la sceneggiatura all’Udine Far East Film Festival 2024.
Il nuovo film di Radu Jude, Le journal d’une femme de chambre
Tra i titoli più attesi del programma, in anteprima italiana, Le journal d’une femme de chambre di Radu Jude. Il film racconta la storia di Gianina, una giovane lavoratrice domestica rumena impiegata presso una famiglia borghese a Bordeaux, e porta sullo schermo il tema del lavoro domestico e delle disuguaglianze sociali. Presentato al festival di Cannes 2026 nella sezione Quinzaine des cinéastes, Le journal d’une femme de chambre è una potente satira sociale che porta in primo piano, grazie a un cast di alto livello, i rapporti tra classi, l’immigrazione, l’ipocrisia borghese, il razzismo che si nasconde nel politicamente corretto.
Nato a Bucarest nel 1977, regista e sceneggiatore, Radu Jude è una delle voci più autorevoli del cinema romeno contemporaneo. Il suo cinema esplora la società e la politica ricorrendo alla commedia e alla satira. Ha realizzato sia film di finzione sia documentari. Con Sesso fortunato o follie porno ha vinto l’Orso d’oro al festival di Berlino 2021.
Apertura e chiusura
Il festival si apre martedì 6 ottobre alle 20.30 al Cinema Massimo con La guerre des prix di Anthony Déchaux, storia di un buyer che difende una filiera di prodotti biologici e locali. Costruito come un thriller, il film – in anteprima italiana – vede Olivier Gourmet, seducente e magnetico, nei panni di un negoziatore senza scrupoli, ma anche più umano di tutti gli altri colleghi.
La chiusura della settima edizione dei Job Film Days è affidata a Ulysse di Laetitia Masson, presentato a Cannes 2026 nella sezione Un Certain Regard, con al centro un bambino affetto da una sindrome genetica che lo limita nei movimenti. Ispirato alla storia della regista, il film vede nel ruolo di Ulysse in età adulta il figlio di Masson, Alphonse Roberts che, attraverso la finzione, porta in scena se stesso. Nel cast anche un’intensa Élodie Bouchez, una delle star del cinema francese d’oggi, nei panni della madre.
Nella stessa serata saranno annunciati i film vincitori dei concorsi.
Eventi speciali
Il programma degli eventi speciali esplora il mondo del lavoro da molteplici punti di vista, incrociando tecnologia, formazione, conflitti, giustizia e memoria.
Il legame tra intelligenza artificiale e occupazione di domani è al centro dei cortometraggi Welcome to Set di Cyan Bae, No Mean City di Ross McClean e We Were Here di Pranav Bhasin. Le tre opere saranno proiettate durante l'incontro "Umani, macchine e il futuro del lavoro", che si chiuderà con un dibattito insieme a Ires Piemonte.
Spazio poi alla formazione e alle nuove professioni con quattro titoli: Crescendo – Storie in formazione di Matteo Bellizzi, incentrato sui centri CNOS FAP piemontesi; Kevine et Fortune di Sarah Imsand, che segue il sogno internazionale di due giovani calciatrici camerunensi; À votre service di Julie Talon, che racconta il percorso di formazione in un liceo professionale alberghiero parigino, e Il quaderno di Tommaso di Marco Pellegrino.
Con Rai Teche il festival organizza anche due laboratori con le scuole (scenografia e restauro delle pellicole), iniziative che si collocano nel filone della formazione dei giovani 14-18, che vede anche le proiezioni per diverse scuole superiori e di formazione professionale della Regione Piemonte.
She di Parsifal Reparato affronta invece il tema della salute e sicurezza sul lavoro, attraverso la denuncia delle condizioni delle operaie in un enorme parco industriale di elettronica in Vietnam, uno dei più grandi al mondo.
Un focus importante è dedicato ai contesti di guerra e alle sue ripercussioni. American Doctor (presentato al Sundance Film Festival 2026) della regista malese Poh Si Teng racconta la storia di tre medici – palestinese, ebreo e zoroastriano – tra gli Stati Uniti e Gaza, allargando lo sguardo sul senso di responsabilità professionale e civile. The Roots of Madness di Edgar Hagen accompagna invece il quasi ottantenne Ulrich Tilgner, storico reporter televisivo tedesco, in un viaggio d'addio nei territori che ha raccontato per oltre quarant'anni. Infine, Cuba & Alaska di Yegor Troyanovski porta lo spettatore al fronte ucraino, seguendo le vicende di alcune giovani paramediche.
I temi della giustizia, della sopravvivenza e della memoria locale completano la rassegna. What Comes from Sitting in Silence? di Sophie Schrago segue le battaglie della giudice Khatoon, fondatrice a Mumbai del primo tribunale islamico femminile per vittime di violenza domestica. Calle Cuba di Vanessa Batista (Premio ILO Cinetrab al Festival di Lima 2026) fotografa la crisi di Cuba attraverso gli abitanti dell'Avana Vecchia, divisi tra espedienti quotidiani e voglia di fuga. Il filo della storia di Patrizia di Biasi riscopre invece l'antica tradizione della tessitura a Coazze, in Val Sangone.
Completa l'offerta lo sguardo ironico e poetico di Laila Pakalniņa in Scarecrows dedicato agli addetti alla sicurezza dell'aeroporto di Riga.
Il programma si arricchisce poi di un momento di riflessione sulle sale cinematografiche con l'incontro "I custodi del cinema", organizzato con Agis Piemonte e Valle d'Aosta, che analizzerà la trasformazione profonda vissuta dalle sale cinematografiche negli ultimi trent’anni.
La memoria del cinema: dalla riscoperta di Wiseman alla “lunga marcia”
La riflessione sul lavoro e sulla sua rappresentazione si allarga quest’anno alla riscoperta del cinema del passato, inteso come patrimonio di immagini capace di conservare e interrogare la memoria del lavoro, delle istituzioni e della società.
In questo percorso rientra l’omaggio a Frederick Wiseman con Hospital (1970), nella recente versione restaurata, in programma martedì 6 ottobre alle 21 al Cinema Fratelli Marx – Sala Groucho, in collaborazione con FilmMaker, con un’introduzione di Luca Mosso.
A questa proposta si affianca La lunga marcia, il percorso dedicato alla riscoperta di due film restaurati dalla Cineteca Nazionale: Sissignore di Ugo Tognazzi, sabato 10 ottobre, e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, domenica 11 ottobre, entrambi al Cinema Centrale Arthouse e introdotti da Steve Della Casa. Sissignore, in particolare, era stato presentato in anteprima mondiale nel programma di restauri della Cineteca Nazionale alla Festa del Cinema di Roma 2023.
Mostra e immagini del lavoro
Il legame tra cinema, occupazione e rappresentazione visiva continua nello spazio espositivo del Ramo d’Oro. Qui sarà visitabile la mostra Uno scatto per raccontare il lavoro, realizzata in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.
A firmare l’immagine guida di questa edizione 2026 è invece Michele Peroncini, che racconta Torino e il mondo del lavoro attraverso il forte contrasto visivo tra la Mole Antonelliana e il dettaglio di un paio di guanti consumati dalla fatica.
Il festival prima del festival
Il programma prende il via già a settembre con una serie di appuntamenti che anticipano l’apertura ufficiale. Il 25 settembre al Cinema Teatro Agnelli sarà proiettato Smart Working di Svevo Moltrasio; il 29 settembre No Other Choice di Park Chan-wook sarà presentato a Comala, insieme allo spettacolo teatrale Un velo di grigio sulle palpebre – Lo sguardo delle divine presentato al Centro di Incontro della Circoscrizione 7. Il 30 settembre sarà proposto Mr. Nobody Against Putin, vincitore dell’Oscar 2026 come miglior documentario e del Premio “Lavoro 2025” JFD.
Il 1° ottobre sono in programma la formazione dell’Ordine dei Giornalisti, l’inaugurazione della mostra fotografica e la preapertura con Permit di Robert Kwilman. Adrián, colombiano che lavora a Lipowice, porta in Polonia lavoratori dal Sud America all’interno di una truffa di manodopera forzata. Ma anch’egli vive la privazione dei diritti. Col tempo si crea una solidarietà fra quelle persone sfruttate. Fino a un gesto di ribellione. Il 3 ottobre la Libreria Binaria ospiterà un appuntamento dedicato alla visita guidata alla Fabbrica delle "e" (ex capannone industriale Cimat, oggi sede del Gruppo Abele) e la presentazione del libro I cessi di Mirafiori. Azioni e fotografie dell'operaio e attivista Pietro Perotti. Il volume documenta, attraverso scritte, disegni e fotografie realizzati dall'operaio Pietro Perotti a partire dal 1985 nei bagni della Fiat, l'uso di questi spazi come forma di resistenza operaia contro le politiche aziendali. Il 5 ottobre, infine, Rai Teche proporrà la proiezione di due filmati d’archivio sul tema del lavoro femminile e giovanile nell’ambito della rassegna Archive Alive! 10 anni.
I numeri del festival
La settima edizione di Job Film Days si presenta con un programma articolato in 6 giorni e 7 giorni di eventi off, 57 film proposti - di cui 2 anteprime mondiali, e 20 italiane - provenienti da 30 Paesi.
Il festival si svolge in 15 sedi distribuite sul territorio torinese e coinvolge una rete di 73 partner.
Si avvale inoltre della preziosa collaborazione del Museo Nazionale del Cinema e di una fitta rete di istituzioni e associazioni locali, nazionali e internazionali.
18/09/2026, 12:39