PERSO 12 - Oltre 50 film e 70 eventi in 14 lughi della città
Il cinema ha sempre cercato nuovi modi per avvicinarsi al reale, per attraversarlo, reinventarlo, spingendoci a interrogare noi stessi e il contemporaneo. Le nuove tecnologie, (IA, VR, XR) aprono le porte a territori inediti.
Torna, e lo fa con nuove sezioni, in una dimensione diffusa nello spazio e nel tempo, il
PerSo – Perugia Social Film Festival. La XII edizione competitiva (dal 24 settembre al 4 ottobre) del festival porta in città oltre 50 film da più di 25 Paesi, 70 eventi in 14 luoghi. Un programma che ha nei due concorsi, PerSo Award e PerSo Short Award, il suo cuore, ma che costruisce intorno alle proiezioni una rete di appuntamenti capace di coinvolgere spazi culturali, associazioni, realtà indipendenti e luoghi della vita quotidiana della città, dalla mattina e fino a tarda sera.
Tra le novità più importanti c'è l'IMMERSIVE HUB con il primo showcase AI.
La selezione VR giunge alla sua quinta edizione all’interno del PerSo Film Festival: un percorso che ha attraversato l’evoluzione della realtà virtuale nella sua connotazione più cinematografica e attenta a un’iper-osservazione della realtà, sociale e radicale, toccando temi complessi e negli ultimi due anni concentrandosi specificamente su ecofemminismi e antropizzazione. Anche la selezione IA apre a questo territorio inedito, osservando ciò che accade quando una nuova tecnologia diventa uno strumento dello sguardo umano che interroga se stesso, diventa materia narrativa, soggetto e dubbio condiviso.
È dentro questa tensione tra reale, finzione ma soprattutto “possibile” che prende forma insieme alla VR il primo showcase AI del PerSo Film Festival 2026.
Quello che emerge è un cinema che cerca nuove forme per avvicinarsi alle storie e alle persone, ancora in trasformazione, capace di farci dubitare di ciò che vediamo e, proprio per questo, di guardare meglio.
Immersive Hub al PerSo26 è curato da Valentina Noya ed Elena Rebeca Carini.
La selezione dello show case AI è di Luca Ferretti e Elena Rebecca Carini. Si ringraziano per la collaborazione: Comune di Perugia, Le macchine celibi, soc. coop, Università degli Studi di Pavia - Officine Creative e Diversion Cinema.
Immersive Hub è un progetto di una rete nazionale di imprese composta da PerSo - Perugia Social Film Festival, Associazione Museo Nazionale del Cinema, Notte Americana Srl, Ru-mòre – Cinema and Audiovisual Experimentation Festival, 8 Production.
L’ultima prova del reale. Cinema, intelligenza artificiale e nuove forme di verità
Talk sul cinema immersivo con: Vittoria Mascellaro, ricercatrice e curatrice indipendente; Francesco D’Isa, filosofo e artista digitale; Manuela Grippi, attrice e autrice di Umanide vs Gol-IA.
Il cinema full AI generativo esiste come forma espressiva autonoma da meno di due anni. In questo brevissimo tempo i festival che lo ospitano si sono moltiplicati — dal BAIFF di Burano al Reply AI Film Festival a Venezia, fino all'apertura, questo mese, del primo museo permanente dedicato all'arte AI al mondo, Dataland a Los Angeles. Ma la maggior parte di questi contesti celebra la tecnologia, o la interroga come problema etico. Raramente la usano come ciò che è: uno strumento di sguardo.
Il PerSo ha costruito la sua identità sul cinema del reale e sul sociale. Questa rassegna non rompe quella identità — la estende verso una domanda che il reale ci sta già ponendo: quando la macchina produce immagini del mondo, chi guarda? Chi racconta? Chi è testimone?
I sei film e il podcast che presentiamo sono stati selezionati non per il virtuosismo tecnico, ma per la tensione verso il reale e il sociale che li attraversa.
«Non stiamo portando una mostra sull'intelligenza artificiale. Stiamo portando una mostra su cosa succede allo sguardo documentario quando la macchina comincia a produrre immagini del mondo.» dichiarano i curatori Luca Ferretti ed Elena Rebeca Carini.
Questi sette lavori non rispondono alla domanda su cosa sia l'AI. La usano per fare un'altra domanda — quella che il cinema del reale fa da sempre: cosa vediamo, quando guardiamo? E cosa non riusciamo ancora a vedere?
Il PerSo porta questa rassegna a Perugia come estensione naturale della propria identità: non un salto verso il futuro tecnologico, ma un passo più fondo nel territorio che ha sempre esplorato. Il cinema come strumento di visione critica del mondo — con gli strumenti che il mondo, adesso, ci consegna.
Quello che emerge, guardando questi film insieme – in formato installativo - è una coerenza tematica che non è stata cercata ma trovata: parlano di ciò che rimane fuori dal visibile. Memorie censurate, realtà falsificate, corpi sfruttati, tremori nascosti, possibilità non realizzate, identità cancellabili. L'AI è lo strumento - ma il soggetto è il reale sommerso.
SEZIONE VR — QUINTA EDIZIONE
Cinque opere da Taiwan, Francia e Italia: un percorso che va dal 2017 a oggi, dal lutto alla detenzione, dalla cosmologia popolare alla crisi ecologica. La realtà virtuale come unico strumento capace di dare corpo a ciò che normalmente non ha spazio — l'interiorità del dolore, il tempo sospeso della perdita, la libertà immaginata dentro quattro mura.
Tra i titoli, Artou di Abderrahmane Sissako — regista di Timbuktu, César 2015 — alla sua prima opera immersiva, in competizione a Venice Immersive 2026: un viaggio a 360° nel lutto e nelle radici, narrato da Omar Sy. E Yesterday Maybe di Matthieu Van Eeckhout, anch'esso da Venice Immersive 2026, ispirato alla prima frase de Lo straniero di Camus — una meditazione senza parole sul disorientamento che segue la morte di chi amiamo.
22/09/2026, 15:06