Note di regia di "7 anniversari"
7 Anniversari ribalta il racconto canonico dell’amore e ne stravolge i connotati: quando una relazione diventa seria si iniziano a fare progetti per il futuro e il naturale desiderio di entramb* è passare il resto della vita insieme. Ma se fosse proprio questa prospettiva totalizzante a rendere le relazioni disfunzionali? I miei riferimenti cinematografici sono Marriage Story (Baumbach), la trilogia di Linklater, The worst person in the world (Triet) e le atmosfere dei libri di Sally Rooney. Un cinema quindi internazionale, semplice e attento all’emotività dei personaggi. Un film che parla di relazioni sta in piedi solo se i personaggi sono ben definiti e tridimensionali, la cui complessità traina la narrazione stessa. Per questo motivo ho dedicato un tempo medio lungo alla preparazione degli attori, in modo da poter trasmettere loro un vero e proprio immaginario da cui attingere e da permettergli di elaborare il testo. La sceneggiatura ha infatti subito modifiche nel corso della preparazione del film. Il mio sguardo ha cercato di mantenersi lontano dagli stereotipi uomo/donna. Emma è razionale, pragmatica, imperturbabile, ironica. Allo stesso tempo però nasconde un lato di sé che ha paura di mostrare anche a se stessa: un lato fragile e vulnerabile che viene fuori raramente. Emma ha sempre avuto per me il volto di Benedetta Porcaroli, sofisticato e severo, ma con occhi profondi e dolci che possono nascondere un passato cupo. Teo è un nerd dagli occhi tristi ma che si trasforma in un ragazzo estroverso e brillante quando incontra le persone giuste. Il suo sguardo glaciale fa spiccare una bellezza nascosta. Per lui ho sempre avuto in mente il volto ipnotico ed enigmatico di Lorenzo Zurzolo: versatile sia per un personaggio introspettivo e umile che per uno energetico e sfavillante. La mia ricerca fotografica è orientata verso uno spirito emotivo e drammatico fortemente radicato nella realtà, dai toni morbidi e malinconici. Il mio intento è stato quello di suggerire una forte vicinanza tra lo spettatore e i sentimenti dei personaggi, tanto da far sentire chi guarda quasi un intruso tra loro due. Macchina a mano quindi per raccontare i momenti più inquieti e fluidi piani sequenza per sottolineare il flusso incessante del quotidiano che alimenta i contrasti all’interno della coppia: un altro aspetto che mette in luce il film è che da adulti l’amore non basta. La musica volevo che fosse un tratto distintivo del film. Mantenere uno spirito fresco e dirompente ma anche malinconico e vicinissimo all’emotività dei personaggi, che vivono problematiche sociali ed economiche molto legate all’epoca attuale. Fondamentale quindi attingere a sonorità unicamente contemporanee, spaziando da Cosmo a Bon Iver e armonizzare il tutto grazie all’estro di una giovane compositrice: Marte Lucchesini, vicina alle sonorità indie italiane.
Sabrina Iannucci