FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - "Caro Mondo Crudele" in anteprima
Dopo il successo dell'opera prima
Margini (Premio del Pubblico alla Settimana Internazionale della Critica, candidato a due David di Donatello e tre Nastri d'argento), Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti tornano con un nuovo film,
Caro mondo crudele, che dopo la prima assoluta alla Festa del Cinema di Roma (sezione Freestyle) uscirà nelle sale il prossimo 22 ottobre, distribuito da Fandango.
Albinia, 1999. Giovanna è una dodicenne un po’ sfigata. Vive con la madre Sabrina, mentre il suo babbo è morto anni fa, ma è a lui che si appoggia nei momenti difficili, e con la sua immaginazione lo disegna nella sua mente come se fosse l’eroe di un cartone giapponese. In quel microcosmo di provincia che si regge su regole solide e non scritte, Giovanna ha un unico alleato: Mirko, legato a lei per la vita da un patto di sangue. Ma quando Mirko scompare e le spiegazioni dei grandi si fanno sempre più vaghe, Giovanna decide: sarà lei a trovarlo, costi quel che costi. Al suo fianco si ritroveranno la pluribocciata Ludovica, detta il Maglio, e la sua banda di bulli: compagni inattesi con cui Giovanna stringerà un’improbabile amicizia e con cui si ritroverà a gestire una verità impossibile da immaginare.
Raccontano Falsetti e Turbanti: "Ci siamo conosciuti alle medie, nella nostra piccola città in Maremma, in quella fase bizzarra della vita in cui non si è più bambini e non si è ancora ragazzi. Ci siamo conosciuti ridendo delle stesse cose, e quasi trent'anni dopo ridiamo ancora. Già allora trovavamo incomprensibile, spesso ridicola, quasi sempre scadente la proposta che il mondo adulto ci offriva per insegnarci a diventare grandi; poi siamo passati dall'altra parte, siamo diventati noi gli adulti che ai ragazzi qualcosa lo devono proporre, e abbiamo scoperto che ricordarsi com'eravamo non basta affatto. Ecco perché Giovanna, alle porte dell'ultima estate del millennio scorso, ad Albinia, quel sapore dolce e spietato lo scopre proprio mentre diventa grande, cercando il suo migliore amico Mirko, di cui nessuno degli adulti intorno a lei sa darle notizia. Si rifugia allora nel proprio immaginario, che per la sua generazione l'ha costruito la televisione: il babbo, morto qualche anno prima, vive nella sua testa come un goffo guerriero in un deserto post-atomico immaginato con Zerocalcare, mentre Mirko lo conosciamo solo attraverso le cassettine delle handycam Super Hi8 con cui avevano giocato a riprendersi. Fra i due mondi manca una lingua, e non manca per cattiveria di nessuno"
25/09/2026, 15:56