LA LUNA SOTT'ACQUA - Menzione speciale
della giuria al Ponza Film Festival
Nuovo riconoscimento per
La luna sott’acqua - The Moon Beneath the Water, il film diretto da Alessandro Negrini, che ha ricevuto la
Menzione Speciale della giuria al
Ponza Film Festival. Il premio porta a 21 il numero dei riconoscimenti ottenuti dal film nel percorso festivaliero italiano e internazionale.
Prodotto da Incipit Film e Casablanca Film, La luna sott’acqua nasce dall’incontro di Negrini con Erto e la memoria del Vajont. La tragedia del 9 ottobre 1963, quando una gigantesca frana precipitò nel bacino artificiale provocando un’onda che devastò Longarone e i paesi della valle, costituisce il punto di partenza di un film che sceglie però di non seguire la struttura del documentario storico tradizionale.
Negrini costruisce infatti un'opera a metà tra documentario e cinema di finzione, nella quale testimonianze, paesaggio, memoria e dimensione onirica convivono. Al centro non c'è soltanto la ricostruzione della tragedia, ma soprattutto la vicenda della comunità di Erto e il rapporto con un territorio segnato dalla perdita e dalla trasformazione. Un racconto nel quale la memoria diventa una forma di resistenza alla cancellazione e nel quale il paesaggio assume un ruolo narrativo centrale.
La realizzazione ha coinvolto una squadra internazionale. La fotografia è di Oddgeir Saether, già direttore della fotografia di David Lynch, la sceneggiatura è firmata da Negrini insieme a Fabrizio Bozzetti, mentre la voce narrante italiana è quella di Maria Pia Di Meo, storica voce italiana di Meryl Streep, jane Fonda, Vanessa Redgrace e tante altre star hollywoodiane. Il cast comprende inoltre l'attore sloveno Janez Škof, nel ruolo del galeotto.
Da poco vincitore del Premio della Giuria al Marateale, "La luna sott'acqua" porta così il totale a 21 i riconoscimenti internazionali.
Per Alessandro Negrini, regista e poeta italiano residente tra Irlanda e Italia, La luna sott’acqua rappresenta anche la prosecuzione di una ricerca cinematografica sviluppata nel corso di diversi anni. Nei suoi lavori precedenti, da Paradiso a Tides - A History of Lives and Dreams Lost and Found, il regista ha rivolto particolare attenzione alle comunità, ai territori di confine e alle storie nelle quali la dimensione individuale si intreccia con quella sociale e politica.
Il suo cinema è stato spesso definito dalla critica come una forma di “docusogno”, per la scelta di utilizzare strumenti del cinema documentario insieme a elementi poetici e visionari. Una ricerca che in La luna sott’acqua trova nel Vajont un terreno particolarmente significativo: non la semplice ricostruzione di un evento del passato, ma il tentativo di interrogare ciò che rimane dopo una catastrofe e il modo in cui una comunità continua a confrontarsi con la propria memoria.
25/09/2026, 20:40