Note di regia de "La Stanza degli Altri"
Ero partito con la convinzione di raccontare una sorta di favola moderna sulla convivenza, ma presto mi sono imbattuto in qualcosa di più problematico. Ho faticato a trovare un posto dentro questa storia, un po’ come i protagonisti stessi all’interno della loro nuova casa. Mi muovevo in punta di piedi, con la pretesa di schivare tutti i miei pregiudizi, senza accorgermi che io per primo, quella stanza degli altri, stavo dandola per scontata. Ho cominciato a guardare con altri occhi alla complessità reale di questa esperienza, come a un’occasione per farsi delle domande sull’idea che abbiamo di accoglienza, di integrazione, di famiglia, e sui rapporti di potere che queste sottendono. Ma ho intravisto anche un potenziale umano, come se la vita, in fi schiandosene di categorie, dubbi e ambiguità, alla fi ne trovasse un suo equilibrio, prendendo il sopravvento sulla tentazione di giudicare.
Enrico Maisto