Note di regia di "Trusiana"
Nei momenti in famiglia, la storia di Trusiana, è sempre raccontata con una certa energia e potenza. Nei racconti, la mia antenata è esempio di forza e coraggio, è colei che porta un pugnale negli stivali per difendersi, colei che ha vissuto, tutta la vita, con il peso dei pregiudizi. Ai miei occhi, la sua esperienza, rappresenta un’incredibile fonte di ispirazione, un audace pensiero che mi ricorda che posso farcela, perché nelle mie vene scorre anche il suo sangue. Ancora oggi, abbiamo bisogno di ascoltare storie simili alla sua: una storia che potrebbe essere quella di tante altre donne vissute nella sua stessa epoca e in quelle successive. Per questo motivo sento la necessità di prendere i racconti orali e incastonarli in una forma non mutevole come quella dell’audiovisivo, una modalità da cui collettivamente si possa toccare con mano la sensazione di vivere una vita come la sua. Per chi non ha vissuto e non vive in una piccola realtà di paese è difficile immaginare quanto il pregiudizio possa essere opprimente e invalidante, una situazione da cui è difficile fuggire perché tutti credono di sapere chi sei e cosa ti è accaduto. È estremamente complesso scucire l’identità che hanno scelto per te. Per questo è essenziale mostrare gli sguardi giudicanti, i sussurri prepotenti e l’ingerenza nella vita degli altri. È altrettanto importante mostrare la quotidianità di Trusiana, descrivibile in momenti di estrema solitudine e di lentezza. Il film esplora il tentativo di sopravvivenza di una donna che, tuttavia, va a naufragarsi nuovamente di fronte al pregiudizio e ai meccanismi della società patriarcale. Nella sequenza finale Antonio cerca di convincere Trusiana al fine di scappare con lui per ricominciare una vita lontani dal paese. Qui il cortometraggio gioca con le aspettative dello spettatore, per un attimo crediamo davvero che Trusiana si volti indietro per vivere una nuova vita ma la verità è che tutto ciò è fantasia: tutto questo succede unicamente nelle storie, non nella vita reale. È nelle storie che si può evadere dalla realtà, è solo nelle storie che gli uomini vogliono salvare le donne.
Alessia Napoletano