ARCHIVIO APERTO 19 - A Bologna dal 22 al 26 ottobre
Rovesciare i mondi, rovesciare i media.
Upside Down / Sottosopra è il titolo scelto per la XIX edizione di
Archivio Aperto, il festival intermediale, ideato e organizzato da Fondazione Home Movies- Archivio Nazionale del Film di Famiglia con la direzione artistica di Giulia Simi e Sergio Fant, dedicato alla riscoperta delle memorie e del patrimonio filmico privato in piccolo formato- familiare, sperimentale, artistico – e alla loro valorizzazione contemporanea, in programma a Bologna (luoghi vari) dal 22 al 26 ottobre 2026. Un invito a capovolgere il punto di vista: guardare alla storia attraverso i gesti quotidiani e le pratiche collettive, le voci fuori campo e le immagini rimaste ai margini delle narrazioni ufficiali.
Il focus
Upside Down, cuore dell’edizione, intreccia attraverso proiezioni e incontri le pratiche di militanza e mediattivismo e le immagini di chi ha cercato di costruire altri mondi possibili, dalle trasmissioni di Radio Alice alle TV di strada dei primi anni Duemila, dalle fanzine delle culture giovanili alle memorie del G8 di Genova, interrogando linguaggi ed eredità nel presente delle esperienze che hanno fatto dei media uno spazio di partecipazione, protesta, sperimentazione e libertà d’informazione.
E saranno proprio le immagini amatoriali, militanti e d’artista delle lotte collettive a inaugurare il festival con Sguardi in camera - Upside Down / Sottosopra, giovedì 22 ottobre alle 18:30 all’Ex Chiesa di San Mattia, in un opening che propone una selezione di sequenze sulle lotte sociali e politiche degli anni Sessanta e Settanta tratte da Sguardi in camera. L’avventurosa storia d’Italia in formato ridotto, la serie in sei episodi realizzata dalla Fondazione Home Movies e prodotta da Kiné e I Wonder Pictures che ripercorre la storia del Novecento attraverso le immagini private. La proiezione sarà accompagnata da una sonorizzazione originale dal vivo di Guglielmo Pagnozzi, autore delle musiche della serie insieme a Laura Agnusdei e Lorenzo Valdesalici. Una giornata, quella inaugurale, che prosegue alle 21:30 al Cinema Modernissimo con la proiezione di "
Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo" di Francesca Archibugi che presenterà il film alla prima uscita in sala dopo la presentazione alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia. Attraverso archivi preziosi e inediti, alcuni provenienti dalla Fondazione Home Movies, la regista porta per la prima volta sullo schermo la storia pubblica e privata di una delle voci più dirompenti e lucide del femminismo.
Un anniversario speciale è quello che viene celebrato con la proiezione di Radio Alice di François Pain (1977, 53’), alla presenza del filmmaker e dei protagonisti dell’epoca, un film rimasto finora inedito in Italia, recuperato grazie alla collaborazione con la Bibliothèque Nationale de France. A 50 anni dalla nascita dell’emittente, immagini e suoni raccolti tra Parigi, Bologna e Roma ne ricostruiscono la chiusura e il clima del movimento del 1977: alla registrazione dell’irruzione della polizia nella sede della radio si alternano le riprese realizzate con la Paluche, una piccola e innovativa videocamera portatile che permette uno sguardo libero e ravvicinato. A Parigi, Pain segue gli incontri con i militanti bolognesi fuggiti in Francia, invitati a raccontare la radio che avevano fondato e animato.
La sperimentazione di forme indipendenti di comunicazione è al centro dell’incontro Orfeo TV: La televisione di strada prima dei social media, a cura del collettivo Orfeo TV e dedicato a Giancarlo “Ambrogio” Vitali. Nata a Bologna nel 2002 come strumento di provocazione situazionista e di difesa della libertà d’informazione contro l’oligopolio televisivo, Orfeo TV fu una fucina di sperimentazione di creatività, libertà di espressione, nuovi formati e linguaggi. Il modello, che univa microtelevisione di quartiere e streaming web, si diffuse rapidamente in tutta Italia, arrivando a contare fino a duecento emittenti Telestreet: l’intero fondo video di Orfeo TV è stato depositato presso la Fondazione Home Movies.
Alla produzione di immagini dal basso e alla loro trasmissione nel tempo è dedicato sabato 24 Memorie in movimento: Genova 2001: a venticinque anni dal G8 di Genova, il festival torna sulle immagini e sulle parole del movimento “no global”, a partire da "
Solo limoni" del «videoartivista» Giacomo Verde, che riflette sulle forme poetiche del documentario militante. Una tavola rotonda con storici, registi e giornalisti affronta pratiche e metodi di studio, conservazione e narrazione di un’esperienza costruita dal basso, segnata dal trauma della repressione e attraversata dall’energia di chi sognava «un altro mondo possibile».
Il dialogo tra sperimentazione e militanza trova un ulteriore punto d’incontro in Art & Experimental Film, la sezione dedicata ai film sperimentali e d’artista italiani degli anni Sessanta–Ottanta, con la proiezione in 16mm di Processo politico (1971) di Francesco Leonetti e Arnaldo Pomodoro nella copia realizzata dalla Fondazione Home Movies a partire dai materiali conservati nell’Archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro. Film «militante a soggetto», Processo politico analizza la complessa congiuntura politica nel 1969–1970, dopo la strage di Piazza Fontana, con particolare riferimento al processo per diffamazione intentato dal commissario Calabresi al settimanale «Lotta Continua», che lo aveva accusato pubblicamente di essere il responsabile della morte di Giuseppe Pinelli.
La storia collettiva è indagata anche attraverso le prospettive che su di essa aprono le storie private, come in "
Doppio Sguardo. Spartaco Scarpellini", filmato realizzato dalla Fondazione Home Movies, con musiche e paesaggi sonori del compositore Ascari, a partire dalle immagini girate da Spartaco Scarpellini (1919-1998) e appartenenti al Fondo Scarpellini restaurato dall’archivio bolognese. Nato a Boston da genitori anarchici romagnoli, Scarpellini affidò alla cinepresa un diario filmato tra Italia e Stati Uniti, tra le spiagge di Cape Cod e la riviera di Bellaria, la comunità italoamericana di Roxbury e l’atmosfera del Joseph’s Restaurant a Boston: il filmato, realizzato in collaborazione con Fondazione MEI, Kiné, Comune di Bellaria e Associazione Sguardi in camera, intreccia luoghi, affetti e appartenenze in un racconto intimo dell’esperienza migratoria.
Il rapporto tra storia pubblica e memoria personale attraversa anche le installazioni del festival. La project room di Archivio Aperto ospita, per la prima volta a Bologna, Unsettling Genealogies dell’artista e ricercatrice Alessandra Ferrini (inaugurazione 15 ottobre, 18.30, Sala Berti, Via Sant’Isaia 20), presentata all’interno di Kinship and Archive, progetto di ricerca di Alberta Romano, sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (2025). A partire da una fotografia dell’inaugurazione della Mostra del Cinema di Venezia del 1935 e dalla figura di Giuseppe Volpi, conte di Misurata, presidente della Biennale e politico fascista, Ferrini indaga le origini fasciste di alcune istituzioni artistiche italiane. La ricerca intreccia la storia pubblica con la dimensione privata e affettiva, attraverso riflessioni sulla propria genealogia familiare: immagini, documenti e racconti personali fanno emergere il rapporto tra memoria individuale e collettiva, rivelandone contraddizioni, omissioni e persistenze. Legami tra generazioni che sono anche al centro di A queen in the mirror, progetto fotografico di Sonia Romani a cura di Artierranti (inaugurazione 21 ottobre, 18.30, presso Mezz’Aria Community Hub). Le foto di Sonia Romani raccontano un gioco di ruoli tra nonna e nipote: indossando una maschera della Regina Elisabetta II, la quotidianità domestica si trasforma in un ironico ribaltamento di identità, rituali e potere.
La ricerca di altri modi di guardare «sottosopra» attraversa anche Storie Sperimentali, la sezione dedicata ai filmmaker che hanno fatto la storia del cinema d’avanguardia. L’omaggio a
Stan Brakhage, figura leggendaria del cinema sperimentale del Novecento, comprende dieci proiezioni in 16mm, alle quali si aggiunge un appuntamento raro: le prime undici pellicole del celebre ciclo di canzoni visive mute Songs 1–11 (1964-1965), presentate nel formato originale 8mm. Una sinfonia di luce, ritmo e colore, da vivere in una proiezione raccolta: le copie d’epoca, ricevute da Massimo Bacigalupo direttamente da Brakhage, appartengono al Fondo Famiglia Bacigalupo, custodito dalla Fondazione Home Movies.
Sedici i titoli in gara, tra lungometraggi e cortometraggi, per il
Concorso internazionale dedicato alle opere contemporanee realizzate con materiali d’archivio, di cui tredici in anteprima italiana. Tra i film presentati per la prima volta in Italia Az Zeeb di Rafael Guendelman (Cile/Qatar, 86’), che ripercorre la storia della famiglia dell’autore tra Cile, Palestina e Israele, a partire dai Super8 della nonna; The Clearing di Sabine Groenewegen (Paesi Bassi/Indonesia, 87’) indagine sui fantasmi del colonialismo olandese nella foresta pluviale di Sumatra; Où vivre insiste di Aude Fourel (Francia/Germania/Algeria, 65’), viaggio intergenerazionale e femminile con le filmmaker e attiviste Monica Maurer e Cahide Ozel, i loro archivi e le loro immagini, tra Italia, Palestina e Kurdistan. Il concorso include anche "
Auber 89" di Giuseppe Schillaci (Italia/Francia, 80’), che ricostruisce la storia della periferia parigina dagli anni Ottanta a oggi, dalla speranza di un ambizioso progetto di riqualificazione urbana alla marginalizzazione sociale e razziale. Tra i cortometraggi, Forgotten Spaceman di Elham Ehsas racconta il primo e unico astronauta afghano mandato nello spazio nel 1988, mentre Intersecting Memory di Shayma’ Awawdeh torna sulla Seconda Intifada nella Palestina occupata.
Tra le novità della XIX edizione il
Concorso Open Frame, con undici opere brevi di found footage realizzate in contesti universitari, laboratori o residenze internazionali. Una selezione che guarda a una nuova generazione di filmmaker, ricca per il suo vocabolario visivo, le narrazioni e i modi singolari in cui il lavoro sugli archivi confluisce in opere originali di valore estetico e politico. Debutta anche Archivio Aperto Research, l’area dedicata a opere e progetti di practice-based research incentrati sul cinema in formato ridotto e sulle memorie private, uno spazio di studio e confronto che mette in relazione la ricerca accademica con gli archivi filmici, attraverso prospettive disciplinari diverse.
La riflessione sulle eredità coloniali trova spazio nella sezione curata in collaborazione con la Biblioteca Amilcar Cabral L’archivio che non c’è, con la presentazione, in collaborazione con l’associazione From Memory to Oblivion, di A Place in the Italian Sun, alla presenza degli autori. Il documentario di Sarah Nouvellon e suo fratello Menelik segue le tracce del bisnonno Lij Haile Wolde Meskel, deportato dall’Etiopia nel campo di prigionia dell’Asinara, dove morì.
A questo stesso orizzonte si lega
Oltremare. Sguardi amatoriali sull’Africa Mediterranea, una selezione di film amatoriali conservati dalla Fondazione Home Movies, accompagnata da una sonorizzazione originale dal vivo, che chiuderà la serata di domenica 25 ottobre al Teatro San Leonardo. Le immagini di viaggiatori, coloni, turisti, artisti e giornalisti attraversano il Nordafrica in epoca coloniale e postcoloniale, dagli anni Venti agli anni Ottanta del Novecento: dal Marocco all’Algeria, alla Tunisia, alla Libia e all’Egitto. La sonorizzazione è realizzata nell’ambito della residenza MemoryScores, progetto di Fondazione Home Movies e Articolture, realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
Non mancano inoltre gli appuntamenti dedicati ai professionisti del settore e alla formazione. Archivio Aperto Professional ospita un incontro con Kiné Società Cooperativa, ArchiveOn, L’Immagine Ritrovata e Memory Slash Vision Studios, che presentano il progetto di digitalizzazione, metadatazione e post-produzione delle raccolte video e audio dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia - ASAC. Tra le novità di quest’anno, Archive Care Autumn School, un percorso intensivo di sei giorni dedicato alla curatela, al riuso e alla valorizzazione degli archivi audiovisivi in formato ridotto, in programma a Bologna dal 22 al 27 ottobre. Masterclass, lezioni, casi di studio, visite, proiezioni e incontri con professionisti offrono strumenti teorici e pratici, occasioni di networking e confronti individuali: rivolta a ricercatori, curatori e professionisti interessati agli archivi, alle immagini e alle memorie, la scuola accoglie venti partecipanti provenienti da tutta Italia, selezionati tra oltre cento candidature.
08/10/2026, 15:48