FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - "Carlo Monni - Come un Grillo
nell’Uragano": Il ritratto di un attore unico
Raramente un “biopic”, un documentario dedicato ad un personaggio famoso, risulta essere esaustivo su un percorso di vita o su una carriera artistica. Non è il caso del bellissimo ritratto su
Carlo Monni, nato da una idea di
Romeo Conte prematuramente scomparso due anni fa, portato a termine dal figlio Valentino e presentato alla Festa del Cinema di Roma. “
Come un Grillo nell’Uragano” questo il titolo, prende spunto da una frase di una poesia di Vincenzo Cardarelli, poeta tanto caro all’attore scomparso nel 2013.
E’ proprio Roberto Benigni ad iniziare il bel racconto che vorremmo non finisse mai. Settantasette minuti che vanno a comporre uno splendido mosaico dove ogni tassello è rappresentato dalle tante, tantissime testimonianze di chi ha vissuto a fianco di
Carlo Monni; colleghi, amici e parenti. Tutti insieme appassionatamente nel ritrarre amorevolmente una figura atipica, unica, nel panorama dello spettacolo italiano. Ogni figura che ha partecipato al documentario, ha dato una propria versione di questo grande gigante gentile, anarchico, coraggioso, esuberante, travolgente che ha lasciato una traccia indelebile nel mondo del cinema e del teatro. “
Carlo Monni è una leggenda più grande della vita” dice commosso Roberto Benigni, compagno storico dei primi anni di carriera. Insieme a Donato Sannini, partirono per Roma nel 1971, destinati a molti anni di gavetta prima di assaporare un timido successo televisivo con “Onda libera” nel 1976 (in realtà si doveva intitolare Televacca ma si pensò bene di cambiare titolo). “
Su Carlo Monni si potrebbe fare come Il trono di spade” ricorda ancora Benigni. “
Dovrebbe essere la stagione quinta…sesta…la sua vita era più grande di se stesso”.
Oltre il premio Oscar per “
La Vita è Bella”, ecco una dopo l’altra la testimonianza di colleghi. Da Lucia Poli che contribuì a dare una mano a questi aspiranti attori fuori dalle regole, ad Alessandro Benvenuti che lo diresse in “
Benvenuti in casa Gori”. Da Alessandro Haber (“
Pensare a lui mi fa molta tenerezza”) ad Alessandro Paci “la miglior persona che abbia mai conosciuto”, a lungo al suo fianco per lo spettacolo di successo “
Fermi tutti, questo è uno spettacolo” insieme a Massimo Ceccherini. E poi ancora Giovanni Veronesi, Barbara Enrichi, Ugo Chiti, Andrea Muzzi e il collega della serie “
I delitti del BarLume” Atos Davini (“
A vederlo da lontano dicevi…sembra quasi un orso. Appena ti avvicinavi vedevi subito una persona eccezionale nel suo sguardo bonario”). Grande affetto anche nelle testimonianze degli amici, di una delle ultime compagne, degli addetti ai lavori come i direttori di teatro, tecnici e musicisti. E tra una testimonianza e l’altra ecco proprio lui,
Carlo Monni e il suo mondo poetico. Soprattutto sequenze delle sue interpretazioni in “
Berlinguer ti voglio bene” e “
Non ci resta che piangere” che sono rimaste nel cuore degli spettatori. E dopo aver visto questo splendido documentario, ameremo ancora di più questo attore unico, coerente e stravagante.
16/10/2026, 19:10
Federico Berti