THE MADMEN COACH - Proiettato in occasione della
Giornata Mondiale della Salute Mentale a Chieti
The Madmen Coach, documentario diretto da Carlo Liberatore, dopo aver ottenuto riconoscimenti e selezioni in festival italiani e internazionali, tra cui una menzione speciale all'80ª edizione dei Nastri d'Argento nella categoria Cinema del Reale, sarà proiettato il 16 ottobre in occasione della
Giornata Mondiale della Salute Mentale (alle ore 17.30 presso L’Auditorium di Palazzo Sirena a Francavilla al Mare, Chieti). L’evento è organizzato da COSMA – Coordinamento Salute Mentale Abruzzo, con il Comune di Francavilla al Mare, e saranno presenti anche Carlo Liberatore, Valerio Di Tommaso - Presidente di 8MOON e di ECOS ETS, che hanno prodotto il film - e Santo Rullo, medico psichiatra e co-sceneggiatore del documentario, con la moderazione del giornalista Paolo Di Vincenzo.
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The Madmen Coach" narra la storia di Malik Biteye, allenatore senegalese che utilizza il calcio come strumento di inclusione e riscatto per persone con disturbi psichiatrici nella periferia di Dakar. Il documentario affronta il tema della salute mentale in Africa, con particolare attenzione allo stigma, alla discriminazione, alla carenza di servizi e al ruolo dello sport nei percorsi di inclusione sociale. Si narra l’esperienza che ha portato alla formazione della prima squadra di calcio senegalese composta da ragazzi con problemi di malattie mentali. In un paese dove i problemi di salute mentale vengono spesso letti come possessione e affidati ai guaritori, l’allenatore ha scelto il campo da calcio. "In Senegal il calcio ha la forza di un rito collettivo, quasi religioso, e dentro questo innesco creativo c'era un film", afferma Liberatore.
Carlo Liberatore con "
The Madmen Coach" tenta di offrire allo spettatore un punto di vista diverso su chi è oppresso da malattie mentali. Per realizzare il suo progetto si è spinto in Senegal promuovendo una collaborazione tra l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e l'Istituto Italiano di Cultura di Dakar. La sfida più ardua del suo percorso: "
Restare al mio posto. Raccontare l'Africa da europeo comporta sempre il rischio di guardare con occhi che spiegano, che addomesticano, che trasformano gli altri in un esempio da mostrare. Ho cercato di stare dentro la specificità di Dakar e delle sue periferie, dove si parla wolof e i problemi di salute mentale vengono letti come possessione, senza tradurla per uno sguardo occidentale."
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Per le organizzazioni del Terzo Settore, il cinema rappresenta uno strumento importante per amplificare l'impatto sociale dei progetti" - afferma
Valerio Di Tommaso, Presidente di 8MOON e di ECOS ETS -"
Permette di raccontare esperienze concrete, raggiungere un pubblico più ampio e contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica su temi di interesse generale. Con The Madmen Coach vogliamo portare all'attenzione del pubblico il tema della salute mentale, raccontando una storia in cui lo sport diventa uno strumento di inclusione e cambiamento sociale".
Per
Santo Rullo, medico psichiatra e co-sceneggiatore del documentario, “i
l calcio e lo sport in generale rappresentano interventi determinanti per la salute mentale, perché agiscono contemporaneamente sulla dimensione biologica, psicologica e sociale della persona. Favoriscono le relazioni, contrastano l'isolamento e contribuiscono ai percorsi terapeutici e riabilitativi. Lo sport non è soltanto attività fisica, ma anche uno strumento di inclusione, partecipazione e recupero dell’autonomia".
Una narrazione di rapporti autentici, di fiducia, di persone, di condivisione e concretezza. La produzione non si è limitata a documentare, ma ha sostenuto la squadra finanziando allenatori, trasferte e attività di inclusione. "
I ragazzi sapevano che non eravamo lì per prendere qualcosa e andarcene. Le famiglie sono entrate nel film con le loro convinzioni, comprese le preghiere e il ricorso ai guaritori". Liberatore ha mostrato senza proporre giudizi, ha sottoposto allo spettatore la vita di chi resta tra due mondi, senza essere davvero curato né compreso.
Lo ha mostrato attraverso il calcio, uno sport universale capace di includere chiunque e dar voce a forme di appartenenza, capace di rendere tangibile l’invisibile. "
Se dovessi indicare un'immagine, sceglierei i ragazzi raccolti in preghiera prima di scendere in campo. In quel gesto ci sono la fede, la paura, il desiderio di esser all'altezza. Lì ho capito che giocare, per loro, non era una terapia nel senso clinico del termine. Era un modo di esistere davanti agli altri”.
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The Madmen Coach" ha ottenuto ventuno riconoscimenti e oltre cinquanta selezioni in festival italiani e internazionali. Tra i premi - oltre la menzione speciale ai Nastri d'Argento nella categoria Cinema del Reale - il premio come Miglior Film al GO MENTAL! International Film Festival di Berlino; a Seattle ha vinto il Gold Prize nella sezione Documentary Feature del Social Justice Film Festival 2026, su circa 450 film candidati da tutto il mondo; il Premio della Critica al Terni Film Festival e, più di recente, il premio come Miglior Film di categoria e il Diversity and Inclusion Award all'Officina Film Festival. Tra le selezioni, l'Ischia Film Festival, l'Act Now Film Festival e l'International Sports Film Festival, ed è stato presentato a ottobre 2026 al Cinemino di Milano in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. È stato Selezionato per Docs for Sale, prestigioso mercato internazionale del documentario dell'IDFA - International Documentary Film Festival Amsterdam, dal 14 al 18 novembre 2026.
15/10/2026, 15:54