Note di regia di "Vertebral Collapse Mountains Arose"
Anna è un’amica di famiglia. Il nostro rapporto si è fatto più stretto dopo la realizzazione del mio primo lungometraggio, Marana, un viaggio nel mondo dell’autismo, dove i desideri della giovinezza sono registrati nel loro semplice divenire.
Anna, che è psicologa, ha mostrato una profonda curiosità nei confronti del film. Da questa curiosità è nato un dialogo che, poco a poco, si è spostato verso la sua storia e verso il rapporto tra il corpo e la vita emotiva: il modo in cui la forma del corpo e il contesto sociale in cui è inserito finiscono per plasmare l’identità.
Qualche anno dopo, Anna mi ha affidato una serie di brevi scritti. Inizialmente scritti in terza persona, ripercorrono i momenti in cui ha preso coscienza del suo corpo non conforme e della difficoltà di essere riconosciuta dal desiderio maschile.
«Vedo molte coppie (eterosessuali) in cui l’uomo ha una disabilità e la donna no; non mi è mai capitato di incontrare il contrario», mi ha detto.
Questi scritti — il nucleo del film — restituiscono uno sguardo infantile, in cui un piccolo gesto diventa il segno di un destino intero. I materiali d’archivio contribuiscono a ricostruire il clima culturale in cui Anna è cresciuta: un mondo patriarcale fatto di norme e gerarchie, in cui visibilità e riconoscimento erano riservati a chi rientrava nei modelli di «normalità».
Negli ultimi anni, la curiosità di Anna l’ha portata sempre più verso il teatro. Ha collaborato a diverse produzioni di Chiara Bersani, artista e performer, una delle voci più autorevoli in Italia ed Europa per quanto riguarda la rivendicazione politica e artistica della comunità disabile.
Oggi, prossima ai settant’anni, con un corpo che comprime sempre più il suo respiro, Anna incontra la teoria crip: una prospettiva nata dall’intersezione tra pensiero queer e disabilità, che mette in discussione il binarismo abile/disabile e i modelli culturali ed estetici attraverso cui vengono rappresentati i corpi non conformi. È in questo momento che debutta in scena alla Triennale di Milano con Michel - The Animals I Am, spettacolo di Chiara Bersani.
Con questo film cerco di costruire un contro-archivio, in cui i frammenti del passato entrano in dialogo con gli scritti di Anna e con le immagini del suo presente, girate su pellicola.
La materialità della pellicola diventa così parte della narrazione: una materia viva, capace di conservare tracce, imperfezioni e resistenze. Attraverso questo intreccio, il film cerca di portare alla luce la trama invisibile di esistenze non conformi, a lungo escluse dalle rappresentazioni dominanti.
From a "
Vertebral Collapse Mountains Arose" è un titolo tratto dall’opera Sottobosco di Chiara Bersani e racchiude il radicale cambio di prospettiva che il film propone: il mondo in cui viviamo non nasce dalla perfezione, ma «dalle catastrofi, dalle macerie, dai corpi spezzati».
Giovanni Benini