CINEMA INCLUSION FACTORY - Un nuovo modello
tra cinema, inclusione e lavoro
Fare cinema professionale con persone fragili è possibile?
È questa la domanda da cui tutto è partito qualche tempo fa, quando Leonardo Accattoli ha deciso di fondare Favola Fragile.
«Oggi posso dire che si può fare» – dice Accattoli. «Non solo è possibile, ma a tutti gli effetti la sinergia tra formazione e lavoro artistico condiviso potrebbe addirittura diventare un metodo». Proprio da questa provocazione nasce CIF – Cinema Inclusion Factory, con l’obiettivo di rendere il mondo del cinema una possibilità concreta e accessibile a tante persone con fragilità differenti, offrendo loro l’opportunità di formarsi, sperimentare competenze e lavorare insieme a professionisti del settore, all'interno di un vero processo formativo e produttivo che fa incontrare due mondi: quello dell’audiovisivo e quello socio-assistenziale. «Tutti i nostri progetti nascono dal lavoro condiviso tra professionisti del cinema, del settore socio-assistenziale e persone fragili» – prosegue Ilaria Bambozzi, project manager di Favola Fragile.
«Il cinema, più di qualunque altra forma d'arte - e di lavoro - sa essere paritario: un set, infatti, non può essere portato a termine senza l'apporto di tutti i membri della troupe» Ideato da Favola Fragile ETS, CIF nelle prossime settimane debutterà nelle Marche in collaborazione con AST Macerata - UOC Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro. I primi mesi saranno dedicati alla formazione e alla sperimentazione in diversi ambiti delle persone fragili che parteciperanno: dalla recitazione alla scrittura, dalla regia alla produzione, fino alle professionalità tecniche e alla colonna sonora. Il ruolo di ciascun partecipante non sarà stabilito a priori, ma emergerà durante il percorso, attraverso le capacità, le inclinazioni e le attitudini messe in campo. La seconda fase di questa prima annualità porterà il gruppo sul set, realizzando una produzione audiovisiva professionale, con tempi, responsabilità e obiettivi condivisi, mentre il completamento dell’opera è previsto entro dicembre 2027. «Il progetto - afferma Accattoli – ha già messo solide radici anche in Friuli Venezia Giulia, precisamente a Trieste, grazie alla collaborazione con Fondazione La Fonte Comunità Famiglia ETS, con la quale da tempo stiamo lavorando per consolidare le fasi progettuali e dare piena operatività e sostenibilità a CIF già nei primi mesi del prossimo anno».
«Questo è un progetto nato dopo anni di lavoro, perché crediamo che l’inclusione non si improvvisi, ma si progetti. CIF nasce proprio da questa idea che per creare opportunità reali non basti aprire una porta, ma sia necessario progettare spazi, tempi e modalità di lavoro reali e allo stesso tempo sicuri e incoraggianti, in cui persone diverse possano sentirsi legittimate a esserci, a mettersi alla prova e a contribuire allo stesso progetto» racconta Francesca Bettini, progettista di Favola Fragile. Non si tratta di partire dalla fragilità per fare un film, ma di abbattere la fragilità facendo un film, considerando ogni persona nella sua complessità: difficoltà, competenze, desideri, attitudini e capacità – o, per meglio dire: possibilità. «Oggi, più che mai, siamo tutti fragili. Il problema molto spesso non è la fragilità, ma le etichette che certe fragilità comportano. Quando una persona diventa la sua fragilità, è come se iniziasse a dimenticare di essere anche tutte le altre cose che fanno di lei una persona. E ciò non dovrebbe succedere, mai» spiega Leonardo Accattoli, fondatore di Favola Fragile e ideatore di Cinema Inclusion Factory, insieme a Ilaria Bambozzi e Francesca Bettini.
Accattoli, autore per cinema e teatro, brand e aziende: «è la risposta che do ai parenti durante i pranzi di Natale, in realtà è un po’ più complessa di così» continua, spiegando come negli anni ha capito quanto il cinema possa dare alla fragilità e quanto la fragilità possa dare al cinema, in uno scambio reciproco e a modo suo meraviglioso. «Da quando ho iniziato a fare questo lavoro, un po’ per caso e un po’ per scelta, mi è capitato di lavorare con persone fragili e in contesti di fragilità. Ci sarebbero tante cose da dire, mi limito a dirne una. Non si sceglie il dolore, quel punto preciso in cui ci si rompe. Però si può scegliere di continuare a lasciare entrare la vita, a darle possibilità e valore. Cinema Inclusion Factory vuole dimostrare che la fragilità può nascondere anche delle opportunità bellissime e non deve essere considerata come una condizione definitiva, ma come un nuovo punto di partenza». Con CIF Trieste e CIF Marche prende vita una Factory pensata per crescere: più territori, più storie, più possibilità.
19/10/2026, 16:38