Note di regia di "La Sera a Roma"
Il film “
La Sera a Roma” è tratto dal mio romanzo omonimo. Nasce, insomma, da un’opera letteraria. Dovendo trasporre la parola scritta in immagini, ho deciso comunque di mantenere un rigore narrativo, visivo e dialogico capace di preservare lo spessore “scritto” della storia. Naturalmente, trattandosi di un film giallo, voglio ispirarmi a una serie di pellicole del passato che hanno avuto come cifra specifica il valore filmico della tensione. Ogni scena e ogni dialogo devono servire a mantenere alta la suspense e, di conseguenza, l’attenzione dello spettatore. Il film, ambientato nel mondo dell’aristocrazia nera romana, deve avere una necessaria patina di eleganza visiva: negli ambienti, nei costumi, nei dialoghi e nella fotografia. È un racconto su Roma; quindi, non posso fare a meno di riprese, soprattutto notturne, che riescano a evocare una città affascinante. L'opera vuole essere una sorta de “La Grande Bellezza” in versione giallo. La colonna sonora dovrà riprendere le atmosfere “alla Morricone” di un film bellissimo: “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri. È un film in cui tutti dicono bugie. Devo dunque dirigere gli attori in modo che non risultino mai sinceri fino in fondo. Devono dare l’idea, recitando, che dietro alle loro parole ci sia un'intricata costruzione di menzogne. Pensando ai film italiani di questo genere, ho preso a modello una meravigliosa pellicola di Luigi Comencini con Marcello Mastroianni e Jacqueline Bisset: “La donna della domenica”. Un film, tratto anch'esso da un romanzo, sul mond altolocato torinese; con un'andatura classica da giallo, contaminata ogni tanto da momenti di commedia. Ecco, voglio fare un giallo classico. Pieno di contenuti, ma rivolto a un vasto pubblico: cinefilo, colto, ma anche largamente popolare.
Enrico Vanzina