FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - "Non Oggi": Il
ritratto di un uomo che si abbandona ai
sentimentalismi di una giovinezza che fu
Carlo è un uomo anziano che, nel giorno del suo compleanno, viene sorpreso dalla nipote Lulù con una visita al “Museo dei ricordi smarriti”, in una Roma di un futuro non troppo lontano. Tutto comincia sotto un porticato in marmo bianco, dalla geometria fredda e solenne che ricorda l’architettura razionalista dell’EUR, il quartiere romano progettato per l’Esposizione Universale del 1942. Dentro, una voce metallica data uno a uno i reperti esposti, oggetti quotidiani ormai fuori uso, e le date sono le nostre, quelle di oggi, fino al 2035. Il presente dello spettatore è già diventato archeologia. Spunta la bicicletta, appare il personal computer, e ogni oggetto riporta Carlo a un momento della sua vita, dal primo bacio in un parco con la fidanzata sotto un sole cocente alle stagioni che sono seguite. Poi un vecchio biglietto del cinema, e con lui il ricordo di un Carlo giovanissimo che, davanti all’ingresso di una sala, incontra Luisa e le regala quel biglietto. È un attimo, e Carlo si accorge che tutti i manufatti della mostra sono oggetti che gli sono appartenuti veramente, sono suoi. Quel museo custodisce la sua memoria, e di nessun altro.
Quello di
Sergio Castellitto, qui regista e interprete, è un corto visivamente accattivante e narrativamente romantico, il ritratto di un uomo che si abbandona ai sentimentalismi di una giovinezza che fu. Prodotto da DUDE in collaborazione con Philip Morris Italia, immagina un futuro in cui le sigarette sono finite in vetrina insieme alle biciclette e ai vecchi computer, e il messaggio arriva con la chiarezza di una pubblicità progresso. Sono i toni della fotografia a caratterizzare personaggi e lo scorrere del tempo. All’interno buio, segnato da luci soffuse e calde, si alternano i ricordi in ambienti ariosi e spaziosi o in esterni luminosi, a luce diretta. Come a dare una caratterizzazione emotiva all’immagine attraverso la luce. A parte i virtuosismi iniziali, la regia resta classica, ma conserva movimenti sinuosi e si accompagna a tagli morbidi di luce e di montaggio. Una nota meritano le musiche e l’interpretazione di Elena Fumari, che qui presta il volto alla moglie di Carlo da giovane.
Il “
non oggi” del titolo è allora una scelta, ed è da quella sigaretta mai accesa che il futuro immaginato da Castellitto comincia a prendere forma.
26/10/2026, 18:02
Olivia Fanfani