FRANCE ODEON 18 - Omaggio a Brigitte Bardot
Un omaggio a
Brigitte Bardot, icona assoluta del cinema francese, simbolo di libertà e anticonformismo, e al suo speciale rapporto con la Toscana. Sarà Le repos du guerrier (Il riposo del guerriero, 1962) di Roger Vadim ad aprire, mercoledì 28 ottobre alle ore 20.30 al Cinema La Compagnia di Firenze, la XVIII edizione di
France Odeon – Festival del Cinema Francese, diretto da Francesco Ranieri Martinotti. Una preapertura dal forte valore simbolico, dedicata alla memoria dell'attrice scomparsa nel dicembre 2025, attraverso un film che segnò una stagione importante della sua carriera e che conserva un legame profondo con il territorio toscano. La proiezione sarà introdotta dal critico cinematografico Marco Luceri, alla presenza di Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole.
Realizzato nel 1962, nel pieno della fama internazionale di Bardot, Le repos du guerrier rappresenta una delle collaborazioni più significative tra l'attrice e Roger Vadim, il regista che l'aveva consacrata al successo mondiale con Et Dieu… créa la femme (1956). Tratto dall'omonimo romanzo di Christiane Rochefort, il film racconta una passione tormentata e distruttiva, mettendo in discussione le convenzioni sentimentali e morali della società borghese dell'epoca.
Protagonista è Geneviève, una giovane donna che, giunta a Digione per una questione di eredità, entra per errore in una stanza d'albergo e salva dal suicidio Renaud Sarti, interpretato da Robert Hossein. Tra i due nasce un rapporto travolgente, segnato dall'instabilità e dalla violenza dell'uomo, al quale Geneviève si lega nonostante gli avvertimenti di chi le sta vicino. Una storia d'amore estrema, nella quale Bardot dà corpo a una figura femminile pronta a sfidare le convenzioni sociali, ma anche prigioniera di una relazione dolorosa.
Alla sua uscita, il film suscitò scalpore per la rappresentazione esplicita del desiderio femminile e di una passione lontana dai modelli sentimentali tradizionali. La sua audacia si inseriva nel percorso artistico di Vadim, che già con Et Dieu… créa la femme aveva contribuito a trasformare Bardot in un simbolo di emancipazione e trasgressione. In un'intervista pubblicata da Le Monde nel settembre 1962, lo stesso regista indicava Le repos du guerrier come uno dei film in cui aveva potuto esprimersi con maggiore libertà, riconoscendovi una sorta di ideale prosecuzione, sei anni dopo, del lavoro che lo aveva reso celebre.
Ma a rendere particolarmente significativo questo omaggio fiorentino è soprattutto il legame del film con la Toscana, che ospitò alcune delle sue sequenze più suggestive. Le riprese toccarono Fiesole, San Gimignano e l'abbazia cistercense di San Galgano, nel Senese, dove Vadim ambientò la memorabile scena finale. La straordinaria architettura dell'abbazia senza tetto, aperta al cielo e immersa nel paesaggio toscano, divenne lo scenario di uno dei momenti più intensi della pellicola. Una scelta cinematografica che contribuì a far conoscere questo luogo anche al pubblico internazionale, molto prima che altri grandi registi, tra cui Andrej Tarkovskij, ne scoprissero il fascino.
Durante le riprese Brigitte Bardot soggiornò a Fiesole, in particolare nella suggestiva Villa San Michele, rimanendo profondamente affascinata dalla bellezza del luogo, dove sarebbe tornata anche negli anni successivi. Un legame testimoniato da fotografie e cinegiornali dell'epoca, che raccontano la presenza della diva sulle colline fiorentine in un momento di straordinaria popolarità internazionale.
L'omaggio inaugura simbolicamente un'edizione particolarmente significativa per France Odeon, che nel 2026 festeggia il traguardo della maggiore età e celebra quarant'anni di cinema francese a Firenze, un percorso iniziato nel 1986 con France Cinéma e proseguito dal 2008 con il festival diretto da Francesco Ranieri Martinotti.
Le repos du guerrier sarà proiettato in versione originale francese con sottotitoli italiani.
27/10/2026, 12:17