CIAKPOLSKA 14 - A Roma dal 10 al 22 novembre
La 14ª edizione di
CiakPolska Film Festival torna a Roma dal 10 al 22 novembre 2026, tra Palazzo Esposizioni Roma, Casa del Cinema e Istituto Polacco di Roma, con un programma di proiezioni e incontri dedicato ai grandi maestri e alle nuove tendenze della cinematografia polacca. Ideato e organizzato dall’Istituto Polacco di Roma e curato da Lorenzo Costantino, il festival attraversa epoche e linguaggi, mettendo in dialogo la memoria del Novecento con le inquietudini del presente, attraverso le opere di autori che hanno fatto la storia del cinema polacco e le voci delle nuove generazioni.
Ad aprire il programma sarà la retrospettiva “Immagini dalla tempesta. Il cinema di Andrzej Wajda”, per la quarta edizione della rassegna Grandi Classici del Cinema Polacco, che dal 10 al 15 novembre a Palazzo Esposizioni Roma celebra il centenario della nascita del regista con nove film provenienti dagli archivi degli studi cinematografici WFDiF di Varsavia.
Il festival proseguirà dal 19 al 22 novembre alla Casa del Cinema con il Nuovo Cinema Polacco, tra i lavori di Agnieszka Holland e Jan Komasa, opere prime e documentari. Completa il programma l’Omaggio a Krzysztof Kieślowski, a trent’anni dalla scomparsa, con un laboratorio, una proiezione e incontri dal 18 al 21 novembre.
La rassegna dedicata a Wajda si apre martedì 10 novembre con Cenere e diamanti (1958), nella versione restaurata presentata al Festival di Venezia 2026. Ambientato nella Polonia del 1945, il film racconta le speranze e i dilemmi di un giovane combattente interpretato da Zbigniew Cybulski, diventato uno dei volti simbolo del cinema polacco. Mercoledì 11 novembre segue Le signorine di Wilko (1979), viaggio nella memoria di un uomo che torna nei luoghi della giovinezza, tratto da un racconto di Jarosław Iwaszkiewicz. Il film fu candidato agli Oscar come miglior film straniero. La proiezione sarà accompagnata da un incontro con lo scenografo premio Oscar per Schindler’s List Allan Starski e la costumista Wiesławа Starska.
Giovedì 12 novembre arriva Direttore d’orchestra (1980), con John Gielgud, Krystyna Janda e Andrzej Seweryn che con questo film vinse l’Orso d’argento per la migliore interpretazione maschile alla Berlinale del 1980. A Roma in occasione del festival Seweryn incontrerà il pubblico presente in sala. Il film, Palma d'oro al Festival di Cannes 1981 è una metafora politica e insieme una riflessione sulla memoria e sul tempo. Il ritorno in Polonia di un celebre musicista riapre legami e rivalità, in un racconto sul rapporto tra arte, ambizione e sentimenti.
Venerdì 13 novembre è in programma I dannati di Varsavia (1957) cha sarà presentato dalla studiosa Agnieszka Morstin. Vincitore del Premio Speciale della Giuria al 10º Festival di Cannes ex aequo con Il settimo sigillo. Nello stesso anno qualche mese dopo partecipò in concorso alla 18ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Durante l’insurrezione del 1944, un gruppo di combattenti cerca una via di fuga attraverso le fogne della città: un viaggio nel sottosuolo che diventa il ritratto tragico di una generazione. Segue L’uomo di marmo (1977). Tra cinema d'inchiesta e riflessione sul potere delle immagini. Il film vinse il Premio FIPRESCI a Cannes nel 1978. Una giovane regista indaga sulla storia di un operaio prima celebrato come eroe del lavoro e poi cancellato dalla memoria ufficiale. Uno dei film più celebri di Wajda, di forte impegno civile e politico.
Sabato 14 novembre, ancora con la presentazione di Agnieszka Morstin, Il bosco di betulle (1971), restituisce il volto più lirico e pittorico di Wajda attraverso la storia di due fratelli, tra lutto e desiderio di vivere. Ispirato al romanzo di Jaroslaw Iwaszkiewicz, ambientato nella Polonia degli anni Trenta.
La terra della grande promessa (1975), il film che fu candidato all'Oscar al miglior film straniero, porta invece nella Łódź industriale di fine Ottocento, dove tre giovani soci inseguono il sogno di costruire una fabbrica, confrontandosi con un mondo dominato dal denaro e dall’ambizione.
L’ultima giornata a Palazzo Esposizioni Roma, domenica 15 novembre, prende il via con Le nozze (1973), adattamento del dramma di Stanisław Wyspiański. Nel 1900 un artista ed una contadina si sposano e durante il banchetto di nozze sono festeggiati da esponenti dei vari strati della società polacca. Una festa che si trasforma in un incontro con i fantasmi della storia e le contraddizioni di un Paese
Chiude la rassegna Danton (1983), con Gérard Depardieu e Wojciech Pszoniak, che attraverso lo scontro tra Danton e Robespierre nella Francia rivoluzionaria riflette sui rapporti tra potere, libertà e violenza. Wajda girò il film in Francia mentre in Polonia era in vigore la legge marziale, offrendo una riflessione sulle dinamiche del totalitarismo.
Nel centenario di Wajda, Grandi Classici del Cinema Polacco esce per la prima volta dai confini della Capitale. Dal 10 novembre al 22 dicembre una selezione delle opere raggiungerà Bologna al Cinema Modernissimo; Firenze al Cinema Flora; Milano al Anteo Palazzo del Cinema; Napoli al CasaCinema; Palermo al Cinema Rouge et Noir; Pordenone al Cinema Zero; Torino al Cinema Massimo; Trieste al Cinema Ariston; Udine al Cinema Visionario, con ulteriori proiezioni a Roma al Cinema Nuovo Olimpia. A Milano il programma si arricchisce di Generazione, film d’esordio del regista, in programma giovedì 12 novembre all’Anteo.
Grazie alla collaborazione con Fuori orario. Cose (mai) viste / Rai Cultura, una parte della rassegna sarà proposta anche su Rai 3 dal 14 novembre e a seguire su RaiPlay dal 15 novembre al 31 dicembre. Tra i titoli, Sweet Rush (Tatarak) (2009), in onda il 14 novembre e su RaiPlay dal giorno successivo, in cui il racconto di finzione si intreccia con la testimonianza autobiografica di Krystyna Janda, in una riflessione sul lutto e sul rapporto tra vita e cinema.
La sezione Nuovo Cinema Polacco si apre giovedì 19 novembre alla Casa del Cinema con Le Muranów de Varsovie di Olga Prud’homme-Farges (2026). Attraverso la storia di una sala cinematografica di Varsavia, il documentario intreccia memoria personale, vicende collettive e immagini del cinema polacco. Dopo la proiezione, la regista e il produttore Joël Farges incontreranno il pubblico in un dialogo moderato da Marco Bertozzi. Segue Franz di Agnieszka Holland (2025), che racconta Franz Kafka attraverso un mosaico di epoche e prospettive, dalla Praga di fine Ottocento alle trasformazioni della sua figura nell’immaginario contemporaneo.
Venerdì 20 novembre spazio alle nuove voci della Scuola di cinema di Łódź con MIX di Klaudia Szott (2026), presentato in collaborazione con la scuola e Archivio Aperto. Il documentario found footage segue Sylwia, figlia di madre polacca e padre nigeriano, che ritrova frammenti della propria storia nei film degli studenti del Sud del mondo arrivati in Polonia durante la Guerra fredda. Arriva poi in anteprima italiana Niente fantasmi nella casa in via Dobra di Emi Buchwald (2025), racconto intimo e a tratti ironico sulle fragilità di quattro fratelli e sui cambiamenti che accompagnano la crescita. Chiude la serata Good Boy di Jan Komasa (2025), con Stephen Graham, Andrea Riseborough e Anson Boon: un diciannovenne viene rapito da una famiglia decisa a trasformarlo in un “bravo ragazzo”, in una favola nera sui confini tra controllo e libertà. Il film è stato premiato a Roma Film Festival.
Sabato 21 novembre il festival rende omaggio a Krzysztof Kieślowski con un incontro con Diana Dąbrowska, direttrice artistica del festival Hommage à Kieślowski di Sokołowsko, e la proiezione di Non desiderare la donna d’altri (1988), distribuito in Italia da Bergamo Film Meeting per AFFN – Archive Film Festival Network. Versione ampliata del sesto episodio del Decalogo, il film racconta l’amore del giovane Tomek per la dirimpettaia Magda, interrogando il rapporto tra sguardo, desiderio e solitudine. L’incontro approfondirà l’eredità del regista anche attraverso materiali inediti emersi dall’Archivio Kieślowski e i progetti ispirati alla sua opera.
È poi la volta di Brother (Brat) di Maciej Sobieszczański (2025), premio del pubblico al Trieste Film Festival 2026. Al centro, un quattordicenne che si prende cura del fratello minore mentre cerca di soddisfare le aspettative della madre: il ritratto di un adolescente costretto a crescere in fretta. Dopo la proiezione, il regista incontrerà il pubblico. La prima italiana di Home Sweet Home (Dom dobry) di Wojciech Smarzowski (2025) è un racconto sulla violenza domestica, attraverso la storia di una donna che vede trasformarsi la casa sognata in un luogo di paura con i tratti del thriller psicologico.
L’ultima giornata, domenica 22 novembre, prende il via con What Belongs to Others (Cudze rzeczy) di Grzegorz Dębowski (2026) presentato a Orizzonti all’83 Mostra del Cinema di Venezia. Una ladra scopre il corpo di un uomo morto suicida e si finge una persona a lui vicina: da una menzogna nasce un’indagine sulla vita dello sconosciuto e sulla solitudine. Gran finale con la prima italiana di Anniversary di Jan Komasa (2025), thriller politico distopico con Diane Lane, Kyle Chandler, Phoebe Dynevor e Dylan O’Brien. L’arrivo di una giovane sostenitrice di un movimento radicale sconvolge gli equilibri di una famiglia, mentre le tensioni private si intrecciano con quelle di un intero Paese.
L’Omaggio a Kieślowski comprende inoltre “Kieślowski 30”, laboratorio Tertio Lab ospitato dall’Istituto Polacco di Roma dal 18 al 21 novembre, con quattro incontri. Si comincia il 18 novembre con Gianluca Arnone e Il Decalogo. Dieci comandamenti per un mondo senza certezze; il 19 novembre Federico Pontiggia terrà Tre colori. Libertà, uguaglianza, fraternità come questioni dello spirito; il 20 novembre Luca Venzi approfondirà Kieślowski e l’uso formativo del colore; il 21 novembre Alessio Scarlato proporrà La doppia vita di Veronica e Film Blu. Il mistero della libertà, la grazia della musica. Il programma prevede anche un incontro con Diana Dąbrowska. Il laboratorio è organizzato nell’ambito del Tertio Millennio Film Fest grazie alla collaborazione tra Fondazione Ente dello Spettacolo, Istituto Polacco di Roma, Università degli Studi di Siena e Sapienza Università di Roma, con Fata Morgana Web come partner.
La 14ª edizione di CiakPolska Film Festival è ideata e organizzata dall’Istituto Polacco di Roma, diretto da Małgorzata Furdal, in collaborazione con Raggio Verde Subtitle, con l’Istituto Adam Mickiewicz e Polonia Travel – Ente Nazionale Polacco per il Turismo in Italia come partner. La sezione Nuovo Cinema Polacco è realizzata in collaborazione con Trieste Film Festival – Alpe Adria Cinema, Archivio Aperto, Scuola Nazionale di Cinema Televisione e Teatro di Łódź e Vertice 360. Il festival si avvale del patrocinio Rai; media partner sono Quinlan.it, Sentieri Selvaggi e Cineclandestino.
La 4ª edizione di Grandi Classici del Cinema Polacco è organizzata insieme agli studi cinematografici WFDiF di Varsavia, in collaborazione con Palazzo Esposizioni Roma – Azienda Speciale Palaexpo, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo e finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia. Partner della rassegna è la piattaforma 35mm.online.
Tutti i film sono proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano. A Palazzo Esposizioni Roma, Sala Cinema, con ingresso dalla scalinata di via Milano 9a, l’accesso è gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione consigliata su www.palazzoesposizioniroma.it. Alla Casa del Cinema, Sala Cinecittà, in largo Marcello Mastroianni 1, l’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Il laboratorio all’Istituto Polacco di Roma, in via Vittoria Colonna 1, è gratuito e riservato agli iscritti: festival@tertiomillenniofilmfestival.org, tel. 06 96519200. Informazioni sulla rassegna nazionale: istitutopolacco.it.
30/10/2026, 12:47