Note di regia di "Panicure Bomb"
Senza alcun timore, Panicure Bomb rivendica il diritto alla fiaba in un'epoca sì profondamente segnata dalla violenza e dalla gratuita brutalità. Attraverso un racconto di "formazione culturale", questo corto intende raccontare quanto la diffidenza ed il pregiudizio ci allontanino dall'essere umani, individui divisi da distanze geografiche e culturali pronte però ad assottigliarsi nel momento della conoscenza e dell'esperienza vissuta. È dunque tramite il confronto che le differenze trovano nuova forza, non in favore di un annichilimento della propria identità ma in virtù della volontà di riaffermare il proprio essere in quanto "calato nel mondo" con tutte le inevitabili complessità, disparità e singolarità. Per tal motivo la macchina da presa viaggia libera tra i personaggi, quasi a rappresentare quel flatus super partes che, come l'ossigeno necessario a tutti gli esseri umani, li lega nel comune desiderio di serenità e libertà.
Enrico Iannaccone