WORKING TITLE FILM FESTIVAL 8 - A Vicenza 18
film in concorso e 7 anteprime italiane
Diciotto film in concorso, sette anteprime italiane, quattro giorni di proiezioni e incontri con registe e registi da tutta Europa, per raccontare storie di lavoro attraverso diversi generi e linguaggi del cinema contemporaneo:
Working Title Film Festival - Festival del cinema del lavoro torna a Vicenza con l’ottava edizione, da mercoledì 25 a sabato 28 novembre 2026, negli spazi del Cinema Odeon, del Caracol Olol Jackson, de La Centrale e di Bottega Faustino. I film selezionati provengono da 15 Paesi – Belgio, Egitto, Estonia, Francia, Germania, Guatemala Italia, Marocco, Paesi Bassi, Portogallo, Serbia, Spagna, Svizzera, Vietnam, Usa – e spaziano tra i generi, dai film di finzione ai documentari, fino alle opere ibride e vicine ai linguaggi della videoarte. Tre le sezioni del concorso internazionale: Lungometraggi, Cortometraggi e ExtraWorks, ciascuna delle quali conta 6 opere tra cui tre giurie, composte da affermate professioniste e professionisti del settore, premieranno il miglior film nella serata conclusiva.
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A dieci anni dalla prima edizione, il festival porta sullo schermo il lavoro contemporaneo, sempre più gestito da piattaforme digitali governate da algoritmi" - afferma
Marina Resta, direttrice artistica di Working Title Film Festival - "
Il rapporto spesso conflittuale tra lavoro umano e intelligenze artificiali è uno dei filoni centrali di questa edizione. Tra gli altri temi che emergono con urgenza ci sono i valori della solidarietà e la forza dell’organizzazione dei lavoratori, il sottile confine tra dipendenza e libertà di scelta, la rielaborazione della memoria anche attraverso il riuso creativo di immagini d’archivio".
Mercoledì 25, giovedì 26 e venerdì 27 al Cinema Odeon sono in programma le proiezioni dei lungometraggi e cortometraggi, seguite dai Q&A con registe e registi ospiti, con inizio alle 19 e alle 21. Dalle 23 la vineria e cicchetteria Bottega Faustino, a pochi passi dalla sala cinematografica, ospita gli after screening, con una selezione musicale a cura dell’associazione Bacàn, che ha che ha anche fornito il brano Colors di Francesca Remigi per la musica del teaser di
Working Title Film Festival 8.
Sabato 28 novembre alle 10.30, a La Centrale, la ricercatrice della Fondazione Di Vittorio Eliana Como è protagonista del talk Tempi (iper)moderni. L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro creativo nel cinema e nello spettacolo in cui, attraverso una ricerca basata su interviste e dati quantitativi, analizza i rischi dell’introduzione dell’intelligenza artificiale per l’occupazione, le condizioni di lavoro, i salari e le competenze, oltre ai problemi legati al diritto d’autore e all’utilizzo dei dati biometrici. Nel pomeriggio di sabato 28 il festival si sposta al Caracol Olol Jackson, con proiezioni della sezione ExtraWorks e Q&A con registe e registi ospiti, dalle 17 alle 20, e a seguire cena, premiazioni e la chiusura con “Robot Slop Dance Party”: musica elettronica a cura di Collezione Maddalena e proiezioni video. Le proiezioni all’Odeon saranno anticipate dal cortometraggio Quest’azienda è una grande famiglia realizzato dall’UNICEF Italia in collaborazione con Think Cattleya e Saatchi & Saatchi a sostegno del programma Family Friendly Workplace Initiative, che mira a promuovere l’equilibrio tra lavoro e vita privata di genitori e caregiver.
Il programma dettagliato si può esplorare sul sito www.workingtitlefilmfestival.it/wtff8.
Sono 7 i film presentati in anteprima italiana. Tra i lungometraggi, "
Who Moves America" di Yael Bridge (documentario, Stati Uniti, 2025, 87’) segue la lotta dei Teamsters di UPS - la più grande organizzazione sindacale del Nord America – alla vigilia di uno storico sciopero, documentando la costruzione di un senso di solidarietà con i 340.000 colleghi del colosso delle spedizioni. "
In This Together" di Lisette Olsthoorn (documentario, Paesi Bassi, 2026, 60’) racconta una mobilitazione degli autisti Uber di Amsterdam, mostrando quanto lavorare per un’app allontani le persone e renda difficile l’ascolto reciproco. "
Kapital Europe" di Ben De Raes (drammatico, Belgio, 2025, 93’) ha per protagonisti due lavoratori migranti a Bruxelles, Reginald, un operaio edile rumeno, e Niki, una giovane greca che lavora come rider in bicicletta. "
Labore nobile" di Juliette Achard (documentario, Belgio, Francia, 2026, 76’) è un ritratto di Saint-Nazaire, città portuale alla foce della Loira, in cui l’industria pesante ha plasmato il paesaggio e l’identità locale.
I cortometraggi in anteprima italiana sono "
Inventory" di Ivan Marković (documentario, Serbia, 2025, 21’) sui giovani operai che smantellano il Sava Centar di Belgrado, centro culturale un tempo simbolo del progresso della Iugoslavia, e "
Someone Dies" di Román Nuñez Soria, Ivan Dimitrov Alexandrov, Benjamín Alejandro Casanueva Flores e Paco Martínez Abarca (documentario, Spagna, 2025, 21’) su un vivaista che vuol cambiare vita e studia per diventare un tanatoprattore.
Nella categoria ExtraWorks viene presentato in anteprima italiana "
Raw Material" di James Newitt (documentario, Portogallo, 2025, 36’), sull’impatto che i progetti di estrazione del litio, nuovo “oro bianco” sempre più richiesto dall’industria tecnologica, rischiano di avere sulla regione del Douro.
Completano la sezione Lungometraggi "
Aisha Can’t Fly Away" di Morad Mostafa (drammatico, Egitto, 2025, 132’), presentato in anteprima a Cannes nel 2025 nella sezione Un Certain Regard, che ha per protagonista una giovane badante sudanese che vive nel cuore del Cairo, e "
She" di Parsifal Reparato (documentario, Italia, Vietnam, 2025, 74’), vincitore del Premio Solinas, sulla manodopera all’80% femminile che in Vietnam lavora nei più grandi impianti industriali di produzione elettronica al mondo.
Il concorso Cortometraggi, oltre alle anteprime, comprende: "
Astronauta" di Giorgio Giampà (drammatico, Italia, Guatemala, 2025, 16’), candidato ai David di Donatello 2025, racconto poetico sul rapporto tra un taglialegna e le aspirazioni lavorative di sua figlia; "
Dream Now Revolution Tomorrow" di Francesco Manzato (drammatico, Italia, Svizzera, 2024, 10’), presentato al Locarno Film Festival, sull’incontro tra la cameriera di un albergo di lusso e un “angelo punk”; "
Astro" di Tim Ewalts (drammatico, Paesi Bassi, 2024, 17’) su una sensitiva telefonica che lavora in un call center “spirituale”; "
Alien Rider" di Jacopo Domenichini (documentario, Estonia, Italia, 2025, 9’) sugli studenti stranieri che per pagarsi gli studi consegnano cibo a domicilio per un’app nel gelido inverno estone.
Queste le altre opere nel concorso ExtraWorks: "
Their Eyes" di Nicolas Gourault (documentario sperimentale, Francia, 2025, 22’), presentato alla Berlinale Shorts, sui micro-lavoratori online del Sud del mondo che addestrano l’intelligenza artificiale per le auto a guida autonoma; "
L’mina" di Randa Maroufi (documentario sperimentale, Francia, Marocco, 2025, 26’), presentato alla Semaine de la Critique di Cannes, sulla città mineraria marocchina di Jerada; "
In Retrospect" di Mila Zhluktenko e Daniel Asadi Faezi (documentario sperimentale, Germania, 2025, 14’), presentato alla Berlinale Shorts, riflessione sul razzismo verso i lavoratori migranti in Germania a partire dalla storia del centro commerciale Olympia di Monaco; "
Overwork" di Céline Berger (sperimentale, found footage, Germania, 2025, 10’), presentato in anteprima italiana alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, un montaggio creativo di filmati didattici in 16mm realizzati tra gli anni ’70 e i ’90 nella Repubblica Federale di Germania; "
Idealismo legleriano" di Niccolò Beretti (sperimentale, Italia, 2024, 17’), che rielabora filmati e materiali d’archivio eterogenei dell’azienda tessile Legler.
La giuria Lungometraggi è formata da Valentina Cicogna, sceneggiatrice e montatrice che ha debuttato alla regia (insieme a Mattia Colombo) con il documentario Sconosciuti Puri (2023) premiato ai festival Visions du Réel e DMZ in Corea del Sud, e da Francesca Scalisi, regista, artista visiva e programmatrice culturale il cui ultimo documentario Valentina e i MUOStri (2024) è stato premiato a Dok Leipzig e a Visions du Réel.
La giuria Cortometraggi è formata da Liryc Dela Cruz, regista e artista filippino attualmente residente a Roma, autore del cortometraggio Un breve incontro, film di chiusura alla Settimana Internazionale della Critica alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026, e da Micaela Veronesi, storica e critica del cinema che collabora con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino e ha curato (con Daniela Ricci) il volume Visioni del rimosso. Lo sguardo cinematografico sul colonialismo italiano (Mimesis, 2024).
La giuria della sezione ExtraWorks, dedicata al cinema sperimentale, ibrido e alla videoarte, è formata da Alberto Baroni, autore di film sperimentali tra cui l’ultimo, L’Hermite (2025), presentato a Filmmaker e Trento Film Festival, e Martina Melilli, artista multidisciplinare, regista e operatrice culturale autrice tra gli altri del documentario My Home, in Lybia (2018) presentato al Locarno Film Festival e a Dok Leipzig.
03/11/2026, 11:34