FRAMMENTI AUTORIALI 17 - Il 6 novembre a Rivello
proiezione di "Montedoro" di Antonello Faretta
E così una volta scoperta la verità su sua madre e su di lei, la protagonista di “
Montedoro” prende a filmare col telefonino il paesaggio lucano dei calanchi, ma subito la voce della “donna corvo” l’arresta: Che bisogno hai della nostra immagine, credi che con quella macchinetta puoi portarci via, non hai capito niente, la nostra anima appartiene solo a questo luogo, non esistiamo per il mondo, noi esistiamo solo per “Montedoro…”. Appunto, “
Montedoro” è il primo lungometraggio del regista potentino
Antonello Faretta, uscito nel 2016 (dopo vari anni di lavorazione) e che quell’instancabile bracconiere di nuove filmografie del mondo quale fu Adriano Aprà (1940-2024) volle a tutti i costi inserirlo nel programma di un’edizione di “Fuorinorma”, un contenitore ideato dal compianto critico e storico romano per dare visibilità al cinema italiano indipendente escluso dal circuito commerciale e dei grandi festival.
A distanza di un decennio ecco che il film ritrova un altro schermo con la vocazione ad accedere la luce sulle “visioni nascoste”, il 6 novembre 2026 “
Montedoro” viene proiettato a Rivello (ex-sala del Consiglio Comunale, ore 17,30) all’interno della XVII° edizione di “
Frammenti Autoriali”, rassegna patrocinata da Gal Cittadella del Sapere, Festival Internazionale Marateale ed Associazione Culturale la Biblioteca Rivellese.
La storia è ambientata a Craco, il paese fantasma che chiamavano pure Montedoro, totalmente disabitato da quando nel 1963 venne investito da una frana. In questo luogo sperduto e dimenticato da Dio arriva dagli Stati Uniti una bella signora seppur non più giovane per scoprire la verità sulla sua famiglia d’origine e sulla madre naturale (ormai morta da tempo) che, nonostante la frana, non volle mai lasciare quel posto di macerie e abitazioni ferite. Un viaggio alla scoperta della propria identità per la protagonista (Pia Marie Mann) la quale mentre va conoscendo il passato dei suoi parenti, attraverso il racconto delle persone che incontra, Antonello Faretta tira fuori lo stratagemma di intrecciare il moderno all’immagine di una Lucania del mistero, di un Sud magico che custodisce segreti di un tempo lontanissimo. Così alla verità che si va svelando alla donna, si affianca una realtà in bilico tra memoria (i riti dei contadini) e sogno, oltre un paesaggio silente e crepato, il quale non è mai cornice o cartolina della trama, ma assoluto coprotagonista grazie pure ad inquadrature azzeccate, suoni naturali, profondità di campo e di luce. E’ poetico, intimo lo sguardo di “
Montedoro”, lascia larghi spazi di esistenza ai personaggi , seleziona immagini d’epoca in super8 (si vede la vita, le gente a Craco prima del cedimento della terra) e, benché sia ispirato alla storia vera di Pia Marie Mann, non appare improbabile associarlo alla scelta del regista di indagare dentro la sua stessa anima.
Oltre alla brava e convincente Mann (indossa i suoi panni più di quelli del personaggio) sono presenti tra gli interpreti il navigato Joe Capalbo (nel ruolo di un tassista), il poeta e performer Domenico Brancale, la cantante Caterina Pontrandolfo e Luciana Paolicelli. Girato tra Aliano e Craco vecchio,
“
Montedoro” mantiene la freschezza e il mistero di quando arrivò sullo schermo e venne scoperto ed amato da Adriano Aprà.
04/11/2026, 12:04