GLOCAL DOC 2025 - Ospite Alessandro Negrini
"Il diritto di riprendersi la luna":
Alessandro Negrini a Varese il suo “docu-sogno” sul Vajont “La luna sott’acqua” al Glocal DOC.
Il regista, autore di un cinema che attraversa i confini tra documentario e poesia, presenta al Glocal DOC il film sulla straordinaria resistenza degli abitanti di Erto dopo la tragedia del 1963. Lunedì 9 novembre il regista incontrerà il pubblico in sala al MIV di Varese.
«Hanno difeso persino il diritto di continuare a chiamare casa quel luogo».
È forse in queste parole del regista Alessandro Negrini che si trova il cuore di La luna sott’acqua, il film che lunedì 9 novembre, alle ore 19, sarà presentato al MIV – Multisala Impero di Varese, nell'ambito della quarta edizione di Glocal DOC. Negrini sarà presente in sala per incontrare il pubblico e raccontare la genesi e la realizzazione dell'opera. L'ingresso è gratuito.
La storia comincia a Erto, piccolo paese della valle del Vajont, in Friuli, dove il 9 ottobre 1963 una frana di circa 260 milioni di metri cubi di roccia precipitò nell'invaso della diga, provocando un'onda che travolse interi paesi e causò quasi duemila vittime.
Ma il film di Negrini sceglie di spostare lo sguardo anche oltre quella notte. Perché la tragedia di Erto non finì con l'acqua. Dopo il disastro, il paese venne dichiarato inabitabile e circa duemila persone furono allontanate dalle proprie case. Per una comunità intera cominciò una seconda battaglia: quella per non essere cancellata.
Un centinaio di ertani, però, non si arrese. Conoscevano i sentieri del bosco, aggirarono i posti di blocco e tornarono, spesso clandestinamente, nelle proprie abitazioni. Difesero le case, i legami, la memoria e un'identità che nessun provvedimento amministrativo avrebbe potuto cancellare.
È questa vicenda, poco conosciuta anche al di fuori del territorio friulano, a diventare il centro di un racconto che supera i confini della storia locale. Non soltanto una lotta per restare, ma una rivendicazione di dignità, appartenenza e autodeterminazione.
Negrini costruisce il film attraverso un linguaggio che mescola documentario, memoria, suggestioni oniriche e dimensione poetica. Non un racconto storico tradizionale, né una ricostruzione cronologica degli eventi. Il regista definisce il suo lavoro un docu-sogno: un attraversamento di tempi e luoghi nel quale le testimonianze degli abitanti, i paesaggi e gli elementi immaginifici si intrecciano, lasciando emergere ciò che spesso sfugge alla narrazione ufficiale della Storia: la vita delle persone che restano, resistono e continuano a immaginare un futuro.
La luna, l'acqua, le montagne e le case diventano così elementi di una memoria collettiva. Anche una luna riflessa in una pozzanghera può diventare una strada per andare lontano. E una vicenda profondamente radicata in un piccolo paese di montagna finisce per interrogare tutti: che cosa significa appartenere a un luogo? Chi ha il diritto di decidere il futuro di una comunità? E cosa rimane quando le grandi decisioni del potere sembrano avere più valore delle persone?
Alessandro Negrini è regista, poeta e attivista per i diritti umani. Italiano, vive e lavora da molti anni tra Irlanda e Italia, dove ha sviluppato una parte importante del proprio percorso artistico, mantenendo un legame costante con l'Italia. La sua formazione attraversa la letteratura, il cinema e il documentario, ma anche esperienze lontane dai percorsi professionali convenzionali. Il suo sguardo si è formato viaggiando, incontrando comunità, attraversando frontiere geografiche e umane.
Il suo cinema nasce spesso dall'incontro con luoghi e persone che rischiano di rimanere ai margini della Storia. A Derry, nell'Irlanda del Nord, ha realizzato Paradiso, documentario prodotto dalla BBC e ambientato tra il quartiere di Fountain e il Bogside, che gli è valso importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il premio per il miglior documentario al Chichester International Film Festival.
Con Tides – Maree, film sperimentale ambientato lungo il fiume Foyle, ha esplorato il rapporto tra memoria, identità e trasformazione, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali. Tra i suoi altri lavori figurano Rita, girato in Malawi, e Incommunicado, realizzato a Cipro, sul confine tra la parte greca e quella turca dell'isola.
Nel corso della sua carriera i suoi film hanno ottenuto oltre cinquanta riconoscimenti in festival internazionali. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Arte e Spettacolo dell'Accademia degli Artisti ed è entrato a far parte della European Film Academy. Dal 2025 è inoltre membro del Comitato Scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla Legalità e sui Diritti.
Accanto al lavoro cinematografico, Negrini porta avanti un'attività di impegno culturale e civile, convinto che il cinema possa essere uno spazio di incontro, ascolto e restituzione della parola a chi normalmente non ne ha. Il suo percorso artistico si muove così tra cinema e poesia, dimensione individuale e memoria collettiva, con una particolare attenzione alle comunità e ai territori segnati da conflitti, ingiustizie e rimozioni.
UN FILM CHE HA ATTRAVERSATO IL MONDO
Realizzato in coproduzione tra Italia e Slovenia da Incipit Film e Casablanca Film, La luna sott'acqua arriva a Varese dopo un percorso internazionale che conta 21 riconoscimenti, ottenuti in festival in India, Portogallo, Brasile, Inghilterra, Romania e altri Paesi.
Tra i riconoscimenti figurano premi per il miglior documentario e la miglior regia, il Premio speciale della giuria al Crossing the Screen International Film Festival di Eastbourne, il riconoscimento come miglior documentario e miglior regia al Roshani International Film Festival e i premi del Jalgaon International Film Festival. Nel 2026 sono arrivati anche il Premio della Giuria a Marateale e ulteriori riconoscimenti in Italia e all'estero.
La fotografia è firmata da Oddgeir Saether, la sceneggiatura da Alessandro Negrini e Fabrizio Bozzetti. La narrazione italiana è affidata alla voce di Maria Pia Di Meo, mentre nel film è presente anche l'attore sloveno Janez Škof.
La quarta edizione di Glocal DOC, in programma a Varese dall'8 al 12 novembre, propone 26 documentari provenienti da diversi Paesi, con l'obiettivo di raccontare attraverso le vicende dei territori le grandi questioni del presente. Il film di Negrini si inserisce perfettamente in questa prospettiva: una storia profondamente locale che diventa universale.
Perché La luna sott'acqua non si limita a ricordare una tragedia. Restituisce spazio e voce a chi, dopo aver perso quasi tutto, ha continuato a difendere il diritto di esistere nel proprio luogo.
APPUNTAMENTO A VARESE
LA LUNA SOTT'ACQUA – The Moon Beneath the Water
Regia: Alessandro Negrini
Documentario – Italia/Slovenia
Lunedì 9 novembre 2026, ore 19.00
MIV – Multisala Impero, Varese
Glocal DOC – IV edizione
Ingresso gratuito.
Il regista Alessandro Negrini sarà presente in sala per incontrare il pubblico.
04/11/2026, 18:35