DAL NULLA - Alla ricerca della sottrazione
C’è una differenza tra le storie che inventi e che hai il potere di controllare e quelle che ti ritrovi a vivere, che tu lo voglia o meno. Sara (Selene Caramazza) è più abituata alle prime che alle seconde, essendo diventata una scrittrice di successo con ragazzi che fanno la coda per avere un suo autografo sul volume di turno. Quando riceve una telefonata che l’avvisa che una vecchia amica, Anna, si è suicidata, la donna si trova a fare i conti con quelle storie delle quali può essere solo silenziosa vittima, a meno che non scelga finalmente di confrontarsi con i demoni del suo passato.
Dal 4 novembre nelle sale della Sardegna e presto in tutta Italia con La Sarraz Pictures,
Dal Nulla segna il debutto nel lungometraggio di Joe Juanne Piras e prosegue il discorso sulla delicata fragilità degli esseri umani, specialmente quando sono tra le braccia del trauma, avviato già con Un atto di dolore e Dalia. Stavolta sceglie una strada a metà tra il thriller psicologico e una leggenda popolare, concentrandosi proprio sulle storie che ci raccontiamo per stare a galla, per sopravvivere nonostante tutto.
Non capita tutti i giorni che la piccola cittadina di Fraus in Barbagia sia colpita da due tragici casi di cronaca: prima la scomparsa di una bambina, la figlia del sindaco, con poster appesi in tutta la città e poi la morte di Anna nello stesso bosco dove la bambina è sparita. Le coincidenze esistono indubbiamente, ma alcune sono troppo precise e crudeli per essere frutto del caso più cieco. Per Sara questa spirale di eventi significa tornare a casa, una casa che le appartiene ma che da tempo ha imparato a rigettare per potersi permettere di stare meglio. Essere costretta a fare ritorno a Fraus significa ritrovarsi in un labirinto senza via d’uscita, dove può solo scavare nel suo inconscio, aprire i lucchetti dei cassetti della sua memoria e pregare di non venirne fagocitata.
Dal Nulla è lontano dall’idea che solitamente si ha della Sardegna, specialmente al cinema: è una terra volutamente fredda e ingrigita, che alla bellezza del mare preferisce luoghi opachi, racchiusi tra le montagne e volutamente celati, rivelandosi delle prigioni a cielo aperto per la protagonista e chi la circonda.
Scritto dallo stesso Piras insieme a Sammy Paravan (anche direttore della fotografia) e Francesca Maria Scanu, il film opta per un approccio forse troppo poetico e sentimentale per aderire al cinema di genere con cui evidentemente flirta. Preferisce la suggestione alla tensione e a volte questa decisione finisce per risultare dispersiva. La risoluzione e anche la stessa infrastruttura del film è nelle mani di un’efficacissima Selene Caramazza, che rende tattile e devastante il dolore del suo personaggio, per quanto la sua Sara tenda a celarlo agli occhi altrui.
Dal Nulla è difatti un film che cerca la sottrazione, dovendo portare sullo schermo dei silenzi necessari per sopravvivere, ma che funziona davvero quando libera i suoi personaggi arrivando a un finale potente che fornisce una conclusione più che soddisfacente alla storia.
08/11/2026, 09:22
Giada Sartori