EURO BALKAN FILM FESTIVAL 9 - I premi
È
Yugo Florida di Vladimir Tagić il miglior film della nona edizione dell’
Euro Balkan Film Festival. Il Gran Premio EBFF, riconoscimento più alto della rassegna, è stato assegnato nella serata di ieri, 6 novembre, al Cinema Farnese, nel corso della cerimonia condotta da Giulia Chianese: la giuria ufficiale, presieduta da Gregor Božič, ha premiato la storia agrodolce di un figlio e di un padre gravemente malato in viaggio nella Serbia contemporanea, e ad Andrija Kuzmanović ha assegnato anche il premio come miglior attore. La regia è andata a Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra, film che con Evita Andriopoulou si è aggiudicato anche il premio per la migliore attrice, mentre il Premio Cineuropa è stato assegnato a Beautiful Evening, Beautiful Day di Ivona Juka.
Otto giorni, dal 31 ottobre al 7 novembre, per raccontare a Roma un’Europa che dai Balcani non intende congedarsi: la nona edizione, fondata e diretta da Mario Bova e organizzata dall’Associazione Culturale Occhio Blu – Anna Cenerini Bova, si chiude con 23 film, 11 lungometraggi e 12 cortometraggi provenienti da 22 Paesi, crocevia di sguardi, memorie e linguaggi. Il verdetto delle giurie ha disegnato una mappa in cui la grande storia passa quasi sempre per le vite private: un figlio e un padre malato in Serbia, un’adolescente rom in Romania, una candidata sindaca in Moldavia, un operaio bosniaco appena licenziato. E in cui lo sguardo femminile pesa: sette degli undici titoli premiati sono firmati da registe. I riconoscimenti sono tredici e otto degli undici lungometraggi in concorso ne hanno ottenuto almeno uno.
È stato il festival del Premio Ismail Kadaré a Claudio Magris, della commemorazione del settantesimo anniversario della rivolta di Budapest, degli EBFF Industry Days dedicati a workshop, pitch e incontri di coproduzione, e di un focus conclusivo sul cinema sotto le dittature con Bruce Williams. Attorno a queste occasioni si è costruito il concorso, che ha messo in dialogo confini e generazioni: la memoria del passato si intreccia con le identità del presente, dando voce a storie personali e collettive che raccontano un’Europa plurale, in continua trasformazione.
A decidere i premi sono state quattro giurie. La giuria ufficiale, presieduta da Gregor Božič e composta da Marina Kostova, Massimiliano Battistella, Enzo Monteleone ed Edmund Budina, con Valerio Caruso per il Premio Cineuropa, ha assegnato i riconoscimenti principali. A loro si sono affiancate una Giuria Giovani, dedicata al Concorso Lungometraggi, una Giuria di Giovani Critici Cinematografici, chiamata a giudicare i cortometraggi, e la Giuria delle Radio Universitarie, selezionata dall’Associazione degli Operatori Radiofonici e dei Media Universitari Italiani (RadUni), che ha assegnato il Premio Sguardo Giovane e il Premio per le Migliori Musiche.
PREMI DELLA GIURIA UFFICIALE
Presidente: Gregor Božič. Membri: Marina Kostova, Massimiliano Battistella, Enzo Monteleone, Edmund Budina. Premio Cineuropa: Valerio Caruso.
MIGLIOR FILM – GRAN PREMIO EBFF
Yugo Florida di Vladimir Tagić
Il Gran Premio EBFF, riconoscimento più alto del festival, va a Yugo Florida. Dalla Serbia, una storia agrodolce tra dramma e ironia che segue Zoran (Andrija Kuzmanović) nel suo ultimo viaggio accanto al padre (Nikola Pejaković), gravemente malato: un percorso intimo tra conflitti familiari, rimpianti e tentativi di riconciliazione. Presentato al Sarajevo Film Festival 2025, dove ha ottenuto il premio come miglior attore, il film ha proseguito il suo percorso internazionale conquistando anche il pubblico di altri festival.
Motivazione «Per il delicato ritratto del rapporto tra padre e figlio, sullo sfondo della Serbia contemporanea»
Ritirando il premio, il regista ha parlato del suo Paese, della propria generazione e del movimento studentesco serbo, e ha rivendicato per il film uno stile fuori dalle mode: «Il premio è una nuova speranza per il mio Paese […]. Io ho quarant’anni, quindi sono nella generazione intermedia, perché i ragazzi di adesso del movimento studentesco hanno 20 o 25 anni e sono quelli che rappresentano la nuova speranza. La mia generazione invece non aveva speranza, perché non pensavamo di poter cambiare il mondo. Pensavamo di essere un Paese troppo piccolo e quindi vivevamo in uno stato di nichilismo, ognuno se ne stava nel suo privato. Ero troppo giovane per far parte del gruppo che ha rovesciato Milošević e troppo vecchio per stare con quelli di adesso. Non sappiamo che cosa succederà, ovviamente non è un film della Disney: è un movimento che è appena iniziato […].»
«Uno dei temi del movimento è quello dell’ingresso nell’Europa, ma la questione è molto più complessa […]. Vogliono prima sistemare ciò che è dentro di noi per poi entrare nell’UE.»
«Qualcuno mi dice che lo stile del mio film ricorda quello di 30 o 20 anni fa: sono un vecchio spirito e penso che dovremmo avere paura di essere troppo moderni, perché la modernità può diventare obsoleta in pochissimo. Io penso che un artista dovrebbe mirare a superare la prova del tempo.»
MIGLIOR REGISTA
Jacqueline Lentzou, per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra
Jacqueline Lentzou si impone nel concorso con uno sguardo poetico, visionario e profondamente personale, trasformando una giornata ordinaria nell’adolescenza di Jo in un viaggio sensoriale e metafisico, tra desiderio, scoperta e mistero.
Motivazione «Per l’audacia e il coraggio artistico, in un momento storico caratterizzato dalla mediocrità diffusa e dal conformismo del cinema contemporaneo»
MIGLIOR ATTORE
Andrija Kuzmanović, per Yugo Florida di Vladimir Tagić
Andrija Kuzmanović dà vita a Zoran, un uomo disilluso e incapace di esprimere le proprie emozioni, in un’interpretazione intensa e trattenuta che restituisce tutta la fragilità di un figlio alle prese con il tempo perduto e il bisogno di riconciliarsi con il padre.
Motivazione «Per un’interpretazione realistica ed emozionante, capace di trasformare un antieroe in un personaggio empatico, nel quale il pubblico può riconoscersi»
MIGLIOR ATTRICE
Evita Andriopoulou, per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou
Evita Andriopoulou dà al personaggio di Jo una presenza spontanea e sensibile, accompagnandone con delicatezza le emozioni, le inquietudini e le piccole grandi scoperte di una giornata speciale.
Motivazione «Per un’interpretazione sorprendentemente complessa, capace di sostenere il peso dell’intero film»
MENZIONE SPECIALE PER LA FOTOGRAFIA
Alexandre Nour Desjardins, per Nina Roza di Geneviève Dulude-De Celles
Un curatore d’arte bulgaro emigrato in Canada torna in patria per verificare l’autenticità delle opere di una presunta bambina prodigio diventata virale online: il film, candidato ufficiale del Canada al premio Oscar, è stato presentato in concorso alla Berlinale.
Motivazione «Per una fotografia che conferisce al film una qualità del tutto particolare, raccontando le emozioni attraverso la luce»
MENZIONE SPECIALE
Blum: Masters of Their Own Destiny di Jasmila Žbanić
Il documentario racconta Emerik Blum, sopravvissuto alla Shoah e imprenditore bosniaco che trasformò una piccola officina in Energoinvest, una delle maggiori aziende di ingegneria del mondo, attraverso un modello di autogestione e partecipazione democratica.
Motivazione «Per lo straordinario ritratto di un eroe dimenticato di Sarajevo, che ha creato un’azienda di dimensioni imponenti, all’avanguardia per l’epoca sia sul piano dell’etica del lavoro sia su quello dell’innovazione tecnologica»
PREMIO CINEUROPA
Beautiful Evening, Beautiful Day di Ivona Juka
In un elegante monocromo, il film coglie l’oppressione del regime di Tito in un crescendo brutale di tensione: nella Jugoslavia del 1957, tre artisti ed ex partigiani sfidano la censura. Candidato ufficiale della Croazia al premio Oscar per il miglior film internazionale, ha vinto l’Audience Award al Frameline Film Festival di San Francisco.
Motivazione «Per la sua trama toccante di resistenza contro l’oppressione, contro il silenzio e a favore della libertà di vivere e amare senza paura»
PREMIO GIURIA GIOVANI
Presidente: Edoardo Nobili. Membri: Clelia Calandra, Aleksandra Czuba, Pamela Saraci, Gianfranco Medici, Pia Vrdoljak, Luca Albano, George Luca, Arturo Casale, Giuliana Vota, Leonardo De Luca, Mario Krastev, Alessio Lupu, Engy Mileta, Sara Brasilela.
MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO
Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță
Un documentario umano, che racconta le sfide di una donna nei confronti di stigmi sociali che la ostacolano nel suo cammino, in una Moldavia in cui i ruoli di genere tradizionali non sono ancora stati superati del tutto.
Motivazione «Per lo straordinario spessore umano e l’aderenza al reale: un cinéma vérité teso, tenero, privo di retorica, che esplora la complessità delle relazioni attraverso una figura femminile radicata nella realtà balcanica, vulnerabile eppure tenace, sospesa tra la dedizione domestica e l’irriducibile desiderio di autodeterminazione. Nato dalla riluttanza e da una cocciuta fedeltà alla materia viva delle persone, il film unisce il rigore del reportage alla sensibilità del cinema d’autore.»
PREMI GIURIA GIOVANI CRITICI CINEMATOGRAFICI
Membri: Diletta Chiarello, Samuele Casonato, Marco Baratta, Gaia Di Domenico, Alessandro Cuomo, Marcello Casalino, Eleonora Verardi, Francesco Rosati, Gerolamo Tommaso Barletta, Grazia Francesca Pirro, Peppe Munafò, Gianluca Ceccato, Carolina Scarano, Emma Pasquale, Chiara Cela.
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Victory di Zulfikar Filandra
Velid è stato appena licenziato dal suo posto di lavoro in fabbrica e, vagando per la città, incontra la troupe di un documentario. Attirato da un facile compenso, sceglie di essere intervistato.
Motivazione «Per aver raccontato con sensibilità la Bosnia odierna dando voce alla classe operaia e alla perdita di dignità e solidarietà collettiva»
MIGLIOR REGIA DI UN CORTOMETRAGGIO
Thanasis Trouboukis, per Last Tropics
Di fronte a una crisi della popolazione ittica, tre pescatori scelgono una soluzione drastica, in un film che affronta il tema della crisi climatica attraverso una parabola dai toni surreali.
Motivazione «Per la forma rigorosa e surreale capace di scrutare nei paesaggi greci tensioni, amori e violenze»
MENZIONE SPECIALE
The Girl Who Wasn’t Afraid of Bears di Lea Vučko
Fiaba d’animazione radicata nel folklore balcanico, il film segue il viaggio di una giovane donna, mimetizzata in vesti maschili, che cerca la propria via in una società dominata dai ruoli di genere.
Motivazione «Per aver rielaborato una fiaba balcanica tradizionale in chiave western con l’utilizzo umoristico di uno stile d’animazione che coniuga tradizione e contemporaneità»
PREMI SPECIALI RADIO UNIVERSITARIE (RADUNI)
Giuria selezionata dall’Associazione degli Operatori Radiofonici e dei Media Universitari Italiani (RadUni). Membri: Kiria Zunica, Letizia Giostra, Anna Filiaggi, Sharon Tondi, Federica Casciani, Agnese Quagliatti, Rebecca Venturi, Martina Genovese, Costanza Parisani.
PREMIO SGUARDO GIOVANE
I Matter di Alina Șerban
L’adolescente Rebeca attende la fine della sentenza di suo padre, in prigione per un crimine dettato dalla loro povertà. Di fronte al pericolo di dover lasciare l’orfanotrofio che ormai rappresenta la sua casa, deve trovare la propria strada, in una società che giudica la sua identità rom.
Motivazione «Per la sua universalità e la capacità di restituire una prospettiva giovanile autentica. Attraverso il percorso della protagonista, comunica e affronta con gli spettatori tematiche attuali come il peso del giudizio, il bisogno di accettazione e la ricerca del proprio posto nel mondo. Una storia che ci ha trasmesso un messaggio di straordinaria speranza per il futuro»
PREMIO PER LE MIGLIORI MUSICHE
Whites Wash at Ninety di Marko Naberšnik
La colonna sonora di Luca Ciut, intensità emotiva e memoria, accompagna il viaggio di Bronja trasformando la musica in una voce narrativa capace di amplificare emozioni e ricordi.
Motivazione «Per la delicatezza e l’intimità che il pianoforte solista e gli arrangiamenti minimali e acustici hanno saputo conferire alle immagini cinematografiche, riuscendo a portare lo spettatore dentro lo stato d’animo dei personaggi nota dopo nota».
07/11/2026, 08:57