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We want cinema" di Laura Buffoni, 296 pp, collana Saggi/Nuovocinema, 2018 We want cinema è un libro sulle donne scritto dalle donne: studiose, giornaliste, ricercatrici attraversano cinquant’anni di cinema italiano al femminile – un percorso all’insegna di una forzata marginalità ma anche di una grande energia creativa – in un approccio radicale e plurale che combina le diverse anime dei gender studies, la teoria e la storia del cinema, senza tralasciare l’analisi dei dati... (continua). Largo spazio è dedicato agli incontri: partendo da alcuni temi centrali nel lavoro delle cineaste italiane, il volume raccoglie le voci di registe, sceneggiatrici, attrici, montatrici, produttrici. Il risultato è un fitto dialogo intessuto di ricordi, cadute, conquiste. Un intreccio problematico da cui emerge una grande voglia di raccontarsi, ragionare insieme, condividere il proprio lavoro. We want cinema è un manuale per orientarsi in un presente che sta cambiando e guardare al futuro del cinema italiano pensato, scritto e realizzato dalle donne. prezzo di copertina: 25,00 € Questo risulta fuori catalogo
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Romanzo popolare. Narrazione, pubblico e storie del cinema italiano negli anni duemila" di Pedro Armocida, Laura Buffoni, 352 pp, collana Saggi / NUOVOCINEMA, 2016 La storia che racconteremo si ambienta in Italia e comincia all’incirca nel 2000. Sono gli anni di L’ultimo bacio e L’uomo in più, L’imbalsamatore e Respiro, I cento passi e Le fate ignoranti. Anni in cui si afferma una nuova generazione di registi che di lì a poco renderà il cinema italiano di nuovo esportabile. Ma il 2000 è anche l’anno in cui il Grande Fratello televisivo spazza via ogni residua distanza tra soggetto e oggetto dello sguardo, tra pubblico e privato, e prefigura la “registrazione continua” della vita resa oggi possibile dai vari Google Glass e Lifelogging camera; iniziano in quel periodo a diffondersi gli smartphone, nascono iTunes e Wikipedia (e poi YouTube, Facebook e gli altri social network), sull’onda del nuovo valore-diktat della condivisione: “to share”, “condividere”, ma lo share è anche la misura monetizzabile su cui si fondano tutti i broadcaster del mondo... (continua). In questo scenario che corre velocissimo sui binari di una rivoluzione morale, tecnologica e della visione che sono ancora in atto, qual è il ruolo del cinema? Che posto ha la settima novecentesca arte nel mondo contemporaneo? E poi: il cinema è ancora un’arte popolare? È in grado di raccontare storie per tutti, come un tempo facevano il teatro, il melodramma cantato, il romanzo d’appendice, il fotoromanzo? In che termini si può definire un’arte della narrazione e come il modo di raccontare è cambiato e sta cambiando insieme al moltiplicarsi delle forme di fruizione e con l’irrompere prepotente della produzione seriale? Cercheremo di rispondere a queste domande grazie al contributo di studiosi ed esperti di cinema ma anche di tecnici, sceneggiatori e narratori, per dare una prospettiva il più possibile ricca e composita che attraversa i generi e la storia dell’immaginario negli anni 2000 prendendoci anche qualche libertà, scavando nel passato e prefigurando il futuro, persino sconfinando nella fantascienza come nel racconto inedito di Antonella Lattanzi che chiude il volume. prezzo di copertina: 28,00 € Questo risulta fuori catalogo
VENEZIA 83 - "Dai Nostri Inviati. La Rai racconta la Mostra del Cinema di Venezia 2001-2012": Il nuovo capitolo della serie di Rai Cultura con Rai Teche sarà presentato al Lido