Sofia d’Elia è un’attrice italiana che si distingue per l’intensità del suo sguardo artistico e per una recitazione profondamente legata all’indagine emotiva dei personaggi. Il suo percorso si sviluppa tra cinema d’autore e produzioni di respiro internazionale, contribuendo a definire uno stile autentico, viscerale e consapevole.
Tra i lavori che segnano la sua formazione sul campo figurano Hill of Vision, diretto da Roberto Faenza, dove ha l’opportunità di confrontarsi con la costumista premio Oscar Milena Canon...visualizza tuttonero, esperienza che arricchisce la sua attenzione al dettaglio e alla costruzione visiva del personaggio. Prende parte inoltre a Tutù e a Lucania – Terra Sangue Magia, ampliando la propria esperienza attraverso contesti produttivi differenti.
Tra le esperienze più significative figura Tre ciotole, diretto da Isabel Coixet, dove lavora accanto a Alba Rohrwacher e Elio Germano, confrontandosi con un contesto artistico di alto livello.
Un passaggio centrale nel suo percorso è l’interpretazione di Alda Merini nel film Folle d’amore, in cui restituisce con intensità la complessità emotiva della poetessa.
Protagonista di nuovi progetti cinematografici in uscita , tra cui Nanù di Andrea Ferrante, dove ricopre il ruolo di coprotagonista Mina (figlia del padre interpretato da Marcello Fonte) all’interno di una narrazione emotivamente complessa; Anima di vetro di Fabio Schifino, racconto intimo e introspettivo dove interpreta la protagonista Sophia, con un cast che vede Antonella Ponziani, Marcello Fonte, alessandro Haber, Angelo Orlando; Di niente e di nessuno di C. Ducci, dove interpreta Anna affianco a Vincenzo Ferrera e di recente reduce del set de “Il peso invisibile” di Rossano Maniscalchi, in cui recita accanto a Alessandro Haber nel ruolo di Alice, una storia che racconta il dramma della moda degli anni 90.
Sarà prossima ad un progetto firmato Netflix.
È membro dell’Unione Donne in Italia, realtà storica impegnata nella promozione dei diritti e della rappresentazione delle donne, elemento che riflette il suo interesse verso un cinema consapevole e attento alle dinamiche sociali.
Il suo lavoro si muove all’interno di un cinema attento alle sfumature dell’essere umano, dove ogni interpretazione diventa un processo di ricerca, più che una semplice rappresentazione.