Carla Lonzi (Firenze, 1931 – Milano, 1982) è una scrittrice e critica d’arte italiana, femminista teorica dell’autocoscienza e della differenza sessuale.
Ha attraversato e messo in discussione i dispositivi di legittimazione dell’arte, della cultura e del sapere, elaborando una pratica intellettuale fondata sull’autonomia, sulla parola e sulla trasformazione delle relazioni.
Formatasi alla scuola di Roberto Longhi, con il quale si laurea in Storia dell’Arte nel 1956, Lonzi si afferma negli anni Sessanta come un...visualizza tuttona delle voci più autorevoli della critica d’arte italiana. Attraverso l’attività curatoriale e la collaborazione con artisti italiani e internazionali — tra cui Lucio Fontana, Cy Twombly, Jannis Kounellis e Giulio Paolini — contribuisce alla definizione di una nuova sensibilità critica nei confronti delle pratiche artistiche contemporanee. Nel 1969 pubblica Autoritratto, opera fondativa e radicalmente sperimentale, costruita attraverso il montaggio delle voci di quattordici artisti: un dispositivo letterario e critico che decostruisce la linearità della narrazione storico-artistica e restituisce la complessità della scena degli anni Sessanta.
Il 1970 segna una cesura decisiva nella sua ricerca. Insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti fonda Rivolta Femminile e redige il Manifesto di Rivolta Femminile. Nello stesso anno pubblica Sputiamo su Hegel e La donna clitoridea e la donna vaginale, testi che sanciscono il distacco dalla cultura patriarcale e dalla tradizione politica e teorica dominante, proponendo una critica radicale dei rapporti di potere, della sessualità e dei modelli di soggettivazione femminile. L’abbandono della critica d’arte non rappresenta per Lonzi una rinuncia, ma l’apertura di un campo di ricerca più ampio e radicale, fondato sulla pratica dell’autocoscienza, sul separatismo e sulla costruzione di forme autonome di produzione e circolazione del pensiero.
Attraverso la propria casa editrice e una scrittura che intreccia teoria, autobiografia, dialogo e pratica politica, Lonzi sviluppa un pensiero capace di mettere in crisi le gerarchie del sapere e i fondamenti stessi della cultura patriarcale. In opere come Taci, anzi parla. Diario di una femminista (1978) e Vai pure. Dialogo con Pietro Consagra (1980), la parola diviene uno spazio di conflitto, relazione e possibilità.