Note:
Film realizzato a scopo educativo e di advocacy.
Partecipanti GSF: Abdullah Ahmed, Nadir Al-Nuri, Abderrahmane Amajou, Thiago Ávila, Suh Baraguan, Carlo Alberto Biasoli, Meryem Belhaj, Yassine Benjelloun, Carsie Blanton, Cédric Caubère, Cesare, Margherita Cioppi, Dario Crippa, Mahé De Mezieres, Maria Elena Delia, Yazan Eissa, Giovanni, Gonzalo Nestor Fabián Di Pretoro, Guy, Hassan Abudada, Husammettin Eyupoglu, Farah Lee, Giuliano Logos, Tony La Piccirella, Surya Mcewan, Hamish Paterson, Luca Poggi, Ipshita Rajesh, Sasù, Louna Sbun, Irene Soldati, Gülden Sönmez, Vito Maria Raspanti, Simone Zambrin
E con: Francesca Albanese (Onu), Michele De Palma (Fiom), Rabbino Dovid Felman, Vincenzo Fullone (Freedom Flotilla), Karim (Msp), Luigi Iasci (Usb), Maya Issa (Msp), Maurizio Landini (Cgil), Guido Lutrario (Usb), Simona Moscarelli, Dario Salvetti (Ex Gkn), Giovani Palestinesi.
SOGGETTO
Il documentario esplora la vicenda intima dei partecipanti della Global Sumud Flotilla, missione civile e non violenta che ha tentato di portare aiuti umanitari a Gaza, nel pieno dell’ assedio e del genocidio perpetrato da parte di Israele, attuata via mare nel settembre 2025. Un altro tema centrale sono le manifestazioni italiane intorno alla chiamata “Blocchiamo Tutto”, lanciata dai portuali, coinvolti nella missione. Uno stile riflessivo, tra il diario dell’attivismo e l’indagine storica, guidato dal flusso di coscienza dei partecipanti. Le numerose interviste si accompagnano alle immagini di una camera a mano intima e sincera. Sia un confessionale, che un racconto di azione, insieme a immagini d’archivio che connettono l’azione umanitaria alla storia della Palestina.
IL TEMA CENTRALE: LA MOTIVAZIONE A PARTIRE
Il film vuole essere una testimonianza intima dell’evoluzione dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla, con un focus sulla preparazione e la riflessione politica. Si snoda così un’indagine sulle motivazioni intime e su quale storiche, che disegna una necessità di agire, una fede laica nell’azione umanitaria. Mossa anzitutto dalla compassione per i palestinesi, ma anche dall’amore per sé stessi e le persone care. Non da meno, dal ricerca di un senso condiviso dell’umanità, per dare l’esempio alle future generazioni. Il titolo "Dalla Terra al Mare", fa eco al grido per la libertà della Palestina, e racconta come l’amore del popolo palestinese per la sua terra si estenda via mare, incrociando affetti e desideri di persone di tutto il mondo.
RIFERIMENTI CONCETTUALI: TRA SUMUD PALESTINESE E LUTTO GLOBALE
Sumud in arabo significa perseveranza e resistenza all’oppressione, sia quotidiana che straordinaria. Samah Jabr - psichiatra e psicoterapeuta palestinese - lo descrive come una risposta collettiva al trauma e all'oppressione. Al Manifesto ha raccontato: "è una pratica psico-sociale che si traduce nella volontà individuale e collettiva di opporsi al dispositivo coloniale d’occupazione”. All’Università di Bologna ha detto: “può essere condiviso al di fuori della Palestina e fungere da ispirazione anche per altri popoli”. Lo possiamo legare a ciò che scrive Judith Butler - filosofa transfemminista statunitense, di famiglia ebraica, che da anni lotta contro il sionismo - in La forza della nonviolenza (2021): “Se c’è una forza nella nonviolenza che emerge da questa presunta “debolezza”, essa può essere legata ai poteri dei deboli [...] di stabilire l’esistenza per coloro che sono stati concettualmente annullati, di ottenere il lutto e il valore per coloro che sono stati considerati dispensabili, e di insistere sulla possibilità di giudizio e giustizia nei media e nelle politiche pubbliche".
INFORMAZIONI
Ore di girato: 30h al porto + 30h nelle manifestazioni
Durata delle riprese: 30 giorni
Locations: Preparazione delle barche, esercitazioni nautiche in mare, training, manifestazioni e Catania, Roma e altre ancora.
NAZIONALITA' PARTECIPANI
- Partecipanti e organizzatori della Flotilla in Sicilia da Italia, Turchia, Malaysia, Francia, Marocco, Germania, Argentina, Brasile, USA, e altre nazionalità.
- Dirigienti di sindacati italiani (tra cui Maurizio Landini, Guido Lutrario, Dario Salvetti), e figure politiche come Francesca Albanese e il rabbino Dovid Felman
MUSICHE
Wasleh. Progetto di musicisti medio-orientali residenti a Roma. Alla voce e agli strumenti tradizionali il musicista Palestinese Jalal Qafishah.
ARCHIVI
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