Sinossi *:
Il film nasce da un animale considerato scomodo, brutto e indesiderato: la nutria. Arrivata in Italia per l’industria delle pellicce e rimasta orfana di un sistema economico fallito, oggi vive accanto a noi, spesso tollerata a fatica, più spesso odiata.
Il documentario prende la nutria come punto di partenza - e come alibi narrativo - per un viaggio che attraversa territori, storie e persone, interrogandosi su cosa significhi convivere. Chi decide chi è fuori posto? Chi è riuscito ad ambientarsi e chi no? Quanto contano l’aspetto, l’origine, l’etichetta?
Il film è un viaggio che raccoglie le testimonianze di Chiara Grasso, Panci Spanci, Samuele Venturini, Loris Vezzali, Osvaldo la nutria. Tutto è racchiuso in una gioiosa cornice da Guetty Sini e le musiche degli Hakuna Matata.
Tra argini di fiumi, campagne, periferie e racconti quotidiani, la nutria diventa specchio di altre forme di emarginazione: umane, sociali, culturali. Il film alterna osservazione, ironia e momenti di riflessione, evitando toni moralistici e lasciando spazio anche al ridicolo, all’assurdo e alla risata.
Un documentario leggero ma non superficiale, che usa un animale “sbagliato” per parlare di un’umanità che spesso non sa più dove andare. O, per dirla come Pasolini: dove va l’umanità? Boh.



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