Sinossi *: Tra memoria e racconto, la docufiction Dino Zoff - Volevo solo fare bene il mio lavoro ripercorre la vita di uno dei più grandi campioni italiani che ha fatto la storia del calcio restituendone la sobrietà, la coerenza e la forza silenziosa.
Tutto comincia con un ragazzo di tredici anni che sogna di fare il portiere in una squadra giovanile. È troppo basso, troppo insicuro. Dopo una sconfitta che lo segna, pensa di smettere. Il suo allenatore, per aiutarlo, gli propone un percorso di scoperta che ha al centro la storia di Zoff, esempio di determinazione, disciplina e coerenza.
Il viaggio prende forma a partire da un incontro all’Auditorium di Roma tra Zoff e Francesco De Gregori, occasione in cui calcio e musica si intrecciano in una riflessione sui valori dello sport e della crescita personale. Le parole e le suggestioni de La leva calcistica della classe ’68 diventano chiave interpretativa del racconto.
Attraverso un ampio uso di immagini d’archivio e testimonianze, la docufiction ripercorre le tappe fondamentali della carriera di Zoff: dagli inizi difficili all’affermazione con la Juventus, fino ai successi con la Nazionale, dagli Europei del 1968 al trionfo ai Mondiali del 1982. Le voci di protagonisti come Marco Tardelli, Bruno Conti e il ricordo del contesto umano e sportivo di Enzo Bearzot e Gaetano Scirea restituiscono il ritratto di una generazione e di un’idea di calcio fondata su lealtà e spirito di squadra.
La narrazione si amplia poi alla fase post-carriera, includendo l’esperienza da allenatore e dirigente, fino a momenti complessi come la finale degli Europei del 2000 e le successive dimissioni.
In parallelo, il percorso del giovane portiere che culmina nell’incontro con Zoff. Sul campo, tra i pali, il campione trasmette una lezione semplice e profonda sul valore dell’impegno e della perseveranza.