Sinossi *: Negli abissi della memoria vive un patrimonio ancestrale, segni antichi e misteriosi nascosti alla luce. La Grotta dei Cervi, passaggio sospeso nel tempo, è il simbolo di una rinascita attraverso il gusto e il ricordo. È il richiamo atavico a un’identità perduta, attraverso un viaggio sensoriale, che unisce la dimensione onirica alla concretezza dell'arte pasticcera. Immagini astratte e suoni ipnotici risorgono dall’inconscio modellando ingredienti antichi, così la preparazione del dolce si trasforma in un rito simbolico, quasi salvifico, per ritrovarsi e contrastare l'oblio.
Note:
Formatori: Sabrina Rosati, Gabriele Russo e Michele Alberto Chironi.
NOTE DI REGIA
La Grotta dei Cervi fu scoperta il 1 febbraio del 1970 nei pressi di Porto Badisco. Al suo interno, furono trovati resti umani, vasellami e reperti, oltre a 3000 pittogrammi in guano di pipistrello e ocra rossa risalenti a più di 6000 anni fa. Chiusa al pubblico per motivi di conservazione, oggi è annoverata come uno dei siti archeologici più importanti del mondo risalenti al Neolitico.