Sinossi *:
GI, your helicopters fall from the sky like broken birds concentra la propria attenzione sul regime visivo del war game e sulla levigatezza ideologica con cui il conflitto contemporaneo viene convertito in spettacolo. Attraverso un’inflessione documentaria, il film isola alcune convenzioni ricorrenti del videogioco militare — la supremazia aerea, la pulizia del puntamento, il comando tecnico, l’urgenza coreografata — e le sottopone a uno scrutinio estetico e politico. Il focus non riguarda soltanto ciò che questi giochi rappresentano, ma il modo in cui educano la violenza a farsi immagine: ordinata, gestibile, stranamente leggera. L’opera si distingue in particolare per l’attenzione riservata alla retorica della distanza. Nel war game, la distruzione è così spesso mediata da interfacce, mirini, visuali di sorveglianza e prospettive sopraelevate che il campo di battaglia si trasforma in un campo di astrazione. I corpi arretrano, mentre i sistemi occupano il centro della scena. Ne deriva un’immagine in cui il potere si presenta come chiarezza e la forza come coordinamento. Gli artisti mostrano con precisione come il complesso militare-intrattenimento dipenda anche dai modi di vedere.



Note:
Voce fuori campo generata con ElevenLabs.

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