Sinossi *:
Un viaggio nell’anima del tatuaggio italiano, una testimonianza storica, costruita attraverso le voci di coloro che hanno dato origine a una cultura, prima ancora che a una professione.

Il film raccoglie alcune preziose testimonianze dei grandi maestri del tatuaggio italiano, tra cui l’ultima intervista a Gian Maurizio Fercioni, figura centrale e pionieristica, recentemente scomparso. La sua voce, insieme a quelle di artisti come Miki Vialetto, Marco Ruffa, Gippi Rondinella, e maestri storici come Franco Cecconi e molti altri protagonisti della scena italiana, compone un racconto corale che attraversa oltre trent’anni di storia. Negli anni ’90 il tatuaggio in Italia non era una moda. Era appartenenza. Era famiglia. Era strada, sacrificio, amicizia, fratellanza. Era un linguaggio condiviso tra pochi, un codice non scritto che legava indissolubilmente inchiostro e pelle, artista e persona. Un mondo fatto di rispetto, gavetta e relazioni profonde, oggi in parte trasformato da un’industria globale sempre più veloce e commerciale. Attraverso un viaggio che tocca Napoli, Roma, Milano, Firenze, Bologna, Padova, Trieste e le grandi convention che hanno segnato un’epoca– da Pescara a Padova, da Roma a Milano– il film entra negli studi storici, nei luoghi dove tutto è cominciato, raccogliendo racconti intimi, aneddoti, visioni e verità mai raccontate prima. A guidare lo spettatore in questo percorso è la voce intensa e iconica di Luca Ward, che accompagna ogni frammento con profondità e autorevolezza, trasformando il racconto in un’esperienza emotiva e immersiva.

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