Sinossi *: Muntruzzania, così è morto Elio, noto scrittore siciliano. 80 anni, la maggior parte di questi trascorsi in Sicilia con l’amico di una vita, Manfredi.
Manfredi si reca al funerale, ma dopo una breve stretta di mano e due frasi di circostanza, le persone non sembrano essere propense a scambiare due parole sugli effetti della mancanza di Elio.
Tra le tante persone accorse c’è anche Livio, ex compagno di classe intento a fornire delle copie del suo libro all’ormai ex editore di Elio e, come se non bastasse, si diverte anche a intrattenere un gruppetto di persone svelando a tutti il motivo della morte di Elio. Sì, perché muntruzzania può voler dire tutto e niente ma, nel caso di Elio, indica un’estrema testardaggine esacerbata dagli anni della senilità, sfociata nella ferrea volontà di imporre sé stesso, così tanto da condurlo a decidere quando e dove attraversare la strada, fino a essere investito da un conducente che non ha avuto il tempo di frenare.
Nel frattempo Manfredi riceve messaggi inoltrati di un fantomatico amico di Elio che in vita non si è mai fatto vedere, tanto meno al suo funerale. Ne aveva sentito parlare: foto e messaggi condivisi sui social per dimostrare a tutti di essere stati grandi amici del defunto di turno e diventare così protagonisti per un giorno, ma lui aveva sempre pensato che questa prassi appartenesse solo al mondo dello spettacolo, dei divi. Quando il prete gli fa cenno di avvicinarsi al pulpito per leggere il suo discorso decide di raccontare la storia della banda muta, chiamata decenni fa a partecipare a una processione silenziosa in occasione dei funerali del luogo.
Una banda muta che appartiene al controsenso e richiama il pirandellismo, il concetto stesso del “così è se vi pare”. Un controsenso per alcuni, un dovere per i familiari del defunto, i quali avrebbero potuto essere accusati di tirchieria se avessero tagliato i costi della banda musicale, un atto dovuto secondo i più, per onorare il defunto.
Perché se è vero che la banda muta era posta in essere per pura formalità, è anche vero che in un modo o nell’altro riusciva a regalare al morto il tempo e lo spazio che gli erano mancati in vita.
Alla fine del discorso, Manfredi esorta tutti al silenzio. Riecheggiano i passi della banda silenziosa intenta a passare in processione davanti alla chiesa.