Note di regia del cortometraggio "Uerra"
Una piccola storia che racconta di una piccola umanitą in cerca della propria dignitą attraverso semplici gesti che possono, involontariamente, trasformarsi in poesia. Mio nonno mi raccontava del dopoguerra, di quando nella cittą vecchia di Bari ci si inventava il pranzo con quel poco che si aveva e dei bambini che giocavano con qualsiasi cosa. Perché non avendo nulla, qualsiasi cosa poteva diventare tutto. E mi raccontava di quel bambino che rubņ quei quattro soldi ai genitori per comprarsi un fucile di legno e cosģ formare il suo piccolo esercito per marciare orgoglioso in Piazza Garibaldi, a Bari, davanti agli occhi estasiati dei coetanei e alle risa dei militari americani, per poi piangere disperato di fronte alla vergogna dei genitori.
La mia storia č ambientata appunto nel dopoguerra e per raccontarla a modo mio mi sono affidato allumanitą infinita dei miei nonni, che č quella che noi italiani condividiamo nella memoria delle nostre famiglie e che da qualche parte ci ricorda chi siamo e, fortunatamente, da dove veniamo.
Il mio maestro dice sempre
Se riesci a mostrare la poesia della vita e con un semplice gesto commuovere, stai facendo qualcosa che ha valore!
Č quello che ho provato a fare.
Paolo Sassanelli