In vigore dal 9 ottobre 2013 la legge
di conversione del decreto Cultura
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 236 dell’8 ottobre 2013 la legge di conversione del D.L. n. 91/2013 (“Valore cultura”), approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 agosto scorso.
Il provvedimento, abrogando la norma di contenimento delle spese sostenute dagli enti culturali, introdotta con la legge n. 135/2012 (spending review), introduce una serie di disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo. Gli enti culturali vigilati dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e i Teatri stabili pubblici non dovranno pertanto più effettuare i tagli orizzontali sulle spese relative a pubblicità e tournée.
Tra le principali novità contenute nel decreto si segnala l’introduzione di un regime fiscale di favore sulle donazioni di importo fino a 10.000 euro effettuate dai privati a sostentamento delle manifestazioni culturali. Queste, innalzate di 5.000 euro rispetto alla versione originaria del decreto, saranno caratterizzate dall’assenza di oneri amministrativi a carico del privato, con la garanzia della destinazione indicata dal donatore, e con la piena pubblicità delle donazioni ricevute e del loro impiego.
Tra le principali novità introdotte nel corso dell’iter parlamentare, si segnala l’innalzamento da 90 a 110 milioni del fondo stanziato per la concessione del credito d’imposta a beneficio del settore cinematografico (introdotto dalla legge n. 244/2007), il quale sarà fruibile anche per la produzione di fiction e per il comparto audiovisivo.
Il decreto, inoltre, introduce un tax credit pari a 4,5 milioni di euro destinato al sostegno della musica, per far fronte alla crisi del mercato e promuovere giovani artisti e compositori emergenti.
Semplificazioni in arrivo per i locali che organizzano esibizioni musicali dal vivo visto che, nel caso di eventi con meno di 200 spettatori, potranno limitarsi a rilasciare un’autocertificazione al SUAP del comune di appartenenza.
Il provvedimento definisce una nuova strategia di finanziamento per i musei, attribuendo al Ministero dei Beni culturali la possibilità di razionalizzare i fondi interni per gestire al meglio le aperture museali. Inoltre viene previsto che gli introiti della vendita dei biglietti e i proventi del merchandising relativi ai siti culturali, che erano stati ridotti fino all’attuale 10-15%, siano interamente assegnati ai Beni culturali.
Per il risanamento della situazione debitoria delle fondazioni lirico-sinfoniche viene poi previsto lo stanziamento di un fondo di 75 milioni di euro, gestito da un commissario straordinario, attivabile su richiesta degli enti in stato di crisi.
01/11/2013, 17:00