Note di regia di "Il Palazzo"
Ho iniziato a frequentare il Palazzo molti anni fa. Un microcosmo di rara libertą creativa ma completamente avulso dalla realtą. Avevo da poco iniziato il film quando Mauro improvvisamente morģ. Durante la sua commemorazione sentii che ognuno di noi si stava segretamente comparando all'amico scomparso, cercando di capire quanto avessimo in comune con lui e cosa invece ci potesse distanziare da un destino cosģ amaro. L'immenso archivio che Mauro ha lasciato costruisce il rapporto fra la nostra immagine e quella che il passato ci restituisce attraverso la memoria orale e visuale dei nostri amici. Tutto il gruppo, infatti, ha gią recitato per Mauro e in un certo senso recita se stesso anche per me, questa volta senza copione, con grande autoironia in un gioco fra realtą e finzione.
Federica Di Giacomo