FAPAV - Il commento sulle sanzione AGCOM nei confronti di CloudFlare
FAPAV, Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, operando ogni giorno al fianco delle imprese del cinema, della tv e dello sport per garantire la tutela dei diritti di proprietà intellettuale in Italia, evidenzia come esistano delle norme approvate dal Parlamento che tutelano il Diritto d’Autore e contrastano il grave fenomeno della pirateria a cui bisogna attenersi.
In merito al caso AGCOM/Cloudflare, la Federazione guidata dal Presidente Bagnoli Rossi evidenzia alcuni punti fondamentali:
1. Non esiste alcuna censura, né alcuna violazione della libertà d’impresa. La sanzione riguarda esclusivamente l’inottemperanza a un ordine di un’autorità indipendente che opera in forza di una legge della Repubblica Italiana approvata all’unanimità dal Parlamento, per la quale il settore esprime la più sincera gratitudine. La legge reca la firma di esponenti della maggioranza, con il Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati Federico Mollicone e l’On.le Elena Maccanti (Lega). Tale normativa consente di bloccare, entro 30 minuti, eventi illegalmente riprodotti in rete: inizialmente partite di calcio, oggi anche prime cinematografiche e televisive. Riteniamo sia un principio condivisibile da tutti quello secondo cui chi fruisce, o consente ad altri di fruire abusivamente, di un’opera protetta dal diritto d’autore debba essere bloccato. Non parliamo di censura, ma della limitazione dell’accesso a siti illegali.
2. La cosiddetta “legge dei 30 minuti” esprime esattamente questo concetto: difende il diritto di proprietà, il diritto di chi crea, di chi investe e il lavoro di migliaia di professionisti che ogni giorno contribuiscono a quella che definiamo l’industria delle emozioni, capace di appassionare milioni di persone.
3. AGCOM, con il supporto degli stakeholder di settore e grazie a una piattaforma tecnologicamente avanzata (Piracy Shield), blocca oggi entro 30 minuti i siti pirata, impedendone l’accesso agli utenti. Inoltre, è importante rimarcare come il regolamento AGCOM sul diritto d’autore sia operativo da oltre 10 anni, ispirando a livello globale altri Paesi nello sviluppo e nell’implementazione di azioni similari.
4. CloudFlare è una delle poche aziende che non coopera attivamente nel contrasto alla pirateria. I suoi servizi vengono frequentemente utilizzati dagli amministratori di siti pirata per celare le loro attività ritenute illecite sia in Italia sia all’estero.
5. Da anni AGCOM e gli operatori del settore chiedono a CloudFlare di collaborare per contrastare pirateria e illegalità. La risposta è stata invariabilmente negativa, invocando la censura come giustificazione. Rispetto a quello che per noi rappresenta un alibi alquanto debole non possiamo non porci delle domande:
Si può parlare di censura quando si parla di rispetto della legge?
È libertà disattendere un ordine di un’autorità amministrativa?
È censura bloccare siti pirata che calpestano i diritti altrui?
È libertà di espressione proteggere attività penalmente sanzionate in Italia?
Qui non si parla di libertà di pensiero, ma della pretesa libertà di commettere atti illeciti.
6. Dopo anni di richieste da parte di AGCOM rimaste inevase, l’Autorità ha emesso un provvedimento sanzionatorio, come previsto dalla legge. Non ci sembra affatto irragionevole che una pubblica autorità sanzioni chi non rispetta obblighi di legge.
7. Le leggi italiane antipirateria sono in perfetta armonia con il diritto europeo e ne sono espressione nonché applicazione coerente. Ciò è stato espressamente affermato dalla Commissione Europea, che ha respinto le osservazioni provenienti da un'associazione di categoria di cui CloudFlare è associata, ed ha sottolineato in modo chiaro ed inequivoco l'importanza dell'adozione delle ingiunzioni dinamiche negli ordinamenti nazionali per dare corretta attuazione a quanto previsto dal DSA e dalla Raccomandazione della Commissione Europea sulla tutela del live sportivo e di contenuti audiovisivi assimilati, come prime cinematografiche e televisive.
“La pirateria online provoca ogni anno danni economici per miliardi di euro, incidendo sia sul settore sia sul sistema Paese (fonte Ipsos) - spiega il Presidente FAPAV, Federico Bagnoli Rossi - per vincere questa sfida occorre il contributo sostanziale di tutti: leggi, regole, autorità, Forze dell’Ordine, come la Guardia di Finanza e la Polizia Postale, e collaborazione degli stakeholders. Questo è ciò che chiediamo da sempre: collaborare per ristabilire il diritto, tutelare le imprese e rispettare il lavoro delle industrie dei contenuti e della creatività”.
11/01/2026, 17:19