Note di regia di "Era"
Io sono il classico ragazzino cresciuto con sua nonna. Soprattutto durante l’estate passavo molto tempo con lei. In quel periodo avevo già sviluppato le mie caratteristiche di attenzione ai dettagli umani e al comportamento delle persone. Non esistevano telefonini, computer, pay tv e per potersi intrattenere bisogna avere fantasia. Casa di mia nonna era frequentata giornalmente dai suoi figli, nipoti, fratelli, amici e da un gruppo di vecchiette con cui condivideva l’esperienza religiosa. Tutti con problemi da risolvere, situazioni su cui confrontarsi. Ho passato intere giornate seduto sul divano ad osservare questo involontario e divertentissimo teatro vivente. Ma al di là del risvolto comico era sempre presente il “drammatico” lato umano, quello unico ed irripetibile.
Ho frequentato assiduamente mia nonna fino alla fine, anche durante l’ultima parte della vita quando veniva assistita da una volenterosa badante cingalese che a modo suo aveva imparato il dialetto napoletano.
Grazie a mia nonna e al suo mondo, mi sono arricchito come persona e come regista, mi è rimasto dentro sempre un grande rammarico; non aver raccontato il suo mondo con uno dei miei documentari dedicati a Napoli e adesso dopo tanti anni grazie al cinema ho avuto il privilegio e l’illusione di “farla rivivere”. Inoltre ho raccolto la sfida che mi lanciò fino alla fine il grande Mario Monicelli, che dopo aver visto i miei documentari dedicati a Napoli, rimase colpito dall’ironia presente in quei lavori e mi esortò ad affrontare la commedia anche nei film di finzione.
Penso che la storia sia molto originale e affronti in tono divertente temi importanti come quello della vecchiaia e dell’integrazione. Inoltre Napoli continua ad avere un’attenzione incredibile e questa storia senza rinunciare alla possibilità di raccontare cose importanti, attraverso il nobile tono leggero della commedia, sono certo che riuscirà a rimanere impressa. Infine in un periodo storico difficile, dove si ha difficoltà a parlare del presente, sfruttando il suo tono leggero, Era ha rappresentato un’ottima possibilità di mettere le mani in quello che accade intorno a noi, ogni giorno.
L’umile ambizione è sempre stata quella di far “rivivere” un po' Eduardo, anche il film francese “Quasi Amici” è stato un moderno punto di riferimento.
Vincenzo Marra