Festival del Cinema Citta\' di Spello


Sinossi *:
E’ la storia di Lina, un’anziana napoletana con un’energia instancabile e una vitalità che smentisce la sua età. Lina si tiene sempre attiva: gestisce con entusiasmo un gruppo di signore ultra-cattoliche, si occupa della settantenne sorella Maria, con cui ha un rapporto che segue una dinamica quasi adolescenziale. Continua a rivestire il ruolo di madre nei confronti dei suoi tre figli cinquantenni, mai davvero cresciuti e sempre alle prese con difficoltà economiche, psicologiche e sentimentali. Vedova da molti anni, Lina resiste ai tentativi dei figli di farle accettare l’idea di una casa di riposo. Tra i suoi vicini c’è anche il novantenne Don Eduardo, un anziano corteggiatore che con fantasia e ironia non smette di farle la corte. Ma un malore improvviso manda Lina all’ospedale e lei pur di non andare in una struttura adeguata, accetta l’idea di avere una badante. Amila è una cingalese di circa cinquant’anni che, pur vivendo da tempo a Napoli, non conosce la lingua né le tradizioni culinarie locali. Da quel momento inizierà un rapporto che cambierà la vita delle due donne e degli altri protagonisti della storia.


Costumi:
Rossella Aprea

Scenografia:
Flaviano Barbarisi

Fotografia:
Gianluca Laudadio

Casting:
Massimiliano Pacifico
Adele Gallo

Produttore:
Federico Scardamaglia
Francesco Scardamaglia

Organizzazione Generale:
Gianluca Arcopinto

Delegata di Produzione:
Barbara Saragò

Produttore Esucutivo:
Marco Dionisi

Produttore Esecutivo:
Salvatore Pecoraro

Produttore Delegato:
Francesca Silvestrini

NOTIZIE 'Era'



Note:
NOTE DI PRODUZIONE
Napoli. Si parte da sempre da Napoli. Una città che sta vivendo una crescita inarrestabile e che continua ad avere un’attenzione mediatica incredibile.
Era è, prima di tutto, un film del presente e sul presente: si ha la possibilità di raccontare, sfruttando il tono comico melodrammatico “alla De Filippo”, temi attuali e universali. Poi come si può rimanere indifferenti davanti a due donne che, come denti di un improbabile e surreale ingranaggio, si incastreranno alla perfezione riuscendo a colmare i vuoti reciproci e a dar vita ad una profonda e solida storia di amicizia? Se è vero che è compito del narratore traghettare il futuro spettatore verso lidi sicuri, allora Era è ideale nel raccontare con serenità, comicità e realismo il momento storico socioculturale che stiamo vivendo.
È un lungometraggio che scava nell’animo umano, di tutti. Si vuole sdoganare la terza età, quella vera, che fa paura, tutta rughe che solcano il viso, pelle avvizzita e cadente. Quei segni dell’età che cerchiamo sempre di nascondere qui vengono mostrati con ironia e leggerezza. Il film disegna un piccolo presepe familiare intarsiato tra le mura di una Napoli borghese e scontrosa (Lina “prima”) ma che non può non essere accogliente (Lina “dopo”). Sfruttando un genere e uno stile che da quasi un secolo appassiona il pubblico italiano, e non solo, potrebbe continuare a viaggiare su quella strada già percorsa dagli incredibili successi di Risi, Germi, Monicelli; loro che hanno rappresentato un unicum nella cinematografia italiana. Il film si inserisce proprio nel filone della commedia popolare, forte di una prorompente regionalità riconosciuta ora in tutto il mondo.
Sul piano artistico rimane ancorato alla sfida lanciata in sede di scrittura: il realismo. Per fotografare oggettivamente una realtà (in questo caso familiare) è necessario mantenere una freschezza e una naturalezza nei dialoghi e nelle varie situazioni. Tale promesse vengono mantenute soprattutto osservando la precisa scelta fatta dall’autore di creare un mix attoriale composto tra nomi molto noti ed esordienti. Un mix che potrebbe essere esplosivo (in senso buono!).
Vincenzo Marra è, quindi, un’importante voce di Napoli. Ha saputo dimostrare in tutti i suoi precedenti lavori e, in particolare, con i documentari dedicati alla sua città, di poter essere un cantore, con la sua sensibilità e il suo sguardo discreto e vero, delle atmosfere indimenticabili di un paese-favola chiuso nel suo mistero e nel suo golfo. Era è un’ulteriore prova d’amore per questa città e per i suoi abitanti; una storia che senza dubbio commuoverà per le risate e per il vento di malinconia che ti accompagna al finale.

ULTIME NOTIZIE