IL MARCIATORE - LA VERA DTORIA DI ABDON PAMICH
- Il 10 febbraio in prima serata su Rai 1
In occasione del Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra, martedì 10 febbraio 2026 in prima serata su Rai 1 va in onda il tv movie “
Il Marciatore - La Vera Storia di Abdon Pamich” una produzione Clemart in collaborazione con Rai Fiction, per la regia di Alessandro Casale, con Abdon Pamich e Fausto Sciarappa.
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Raccontare la vita di Abdon Pamich significa raccontare molto più di una carriera sportiva" - dichiara
Alessandro Casale. "
È il ritratto di un uomo che ha fatto della costanza, della determinazione e della resilienza il suo stile di vita. La sua marcia non è solo disciplina atletica, ma una metafora esistenziale. Un cammino iniziato tra le macerie della guerra e approdato alla gloria olimpica".
Il vero Abdon Pamich, ormai anziano, apre il racconto percorrendo, su un altopiano carsico, una strada che appartiene alla sua infanzia. E riavvolge il tempo tornando a Fiume, città di confine travolta dalla Storia, nel secondo dopoguerra. L'annuncio della liberazione fa sì che Abdon e il fratello maggiore Giovanni credano che tutto possa tornare alla normalità. Ma l’illusione si spezza con l'arrivo del nuovo potere jugoslavo. Lo zio Cesare, allenatore di pugilato, viene prelevato "per chiarimenti". Il padre subisce pressioni politiche che lo rendono sospetto per il nuovo regime e vulnerabile come capro espiatorio. Fiume cambia nome, lingua e volto. Per gli italiani comincia il tempo della paura. Arresti e sparizioni si moltiplicano, i confini si chiudono. Abdon e Giovanni, ancora adolescenti, scelgono di non cedere alla disperazione. Partono da soli. Ad attenderli in Italia ci sono campi profughi, povertà e diffidenza. I fratelli riescono, comunque, a proseguire gli studi. Tutto quello che Abdon ha visto e imparato a Fiume gli apre una porta nella scuola e, poco dopo, nello sport. A Genova incontra Giuseppe Malaspina, il mago della marcia, che riconosce in quel ragazzo taciturno una qualità rara: la capacità di resistere, di durare. La marcia diventa per Abdon il linguaggio dell'esule: non lo scatto, ma il passo continuo; non la fuga, ma l'andare avanti, sempre. Dopo anni di lavoro silenzioso e sconfitte, arriva l'oro olimpico a Tokyo, coronamento di un percorso umano, prima ancora che sportivo. Per Abdon Pamich, tutto comincia con un’assenza: quella della sua terra, Fiume, e del senso di appartenenza che gli viene strappato via da ragazzino.
07/02/2026, 11:26