LAVOREREMO DA GRANDI - Commedia esilarante e intelligente
Non è un azzardo affermare che
Antonio Albanese incarna in sé l’essenza stessa del lavoro attoriale, simboleggiato storicamente dalla maschera con due volti: la maschera che piange e la maschera che ride. Da sempre l’artista alterna questi due registri, spaziando nei suoi film tra generi e tematiche, come interprete e come regista.
Dopo gli ultimi tre titoli, nei quali ha messo in scena il suo registro più impegnato, in Grazie ragazzi e Un mondo a parte, dove ha recitato per Riccardo Milani e drammatico, in Cento domeniche, da lui diretto, film che affronta il tema dei suicidi delle persone che hanno perso tutto a causa della speculazione delle banche e dei prodotti bancari “tossici”, Antonio Albanese torna a far divertire il pubblico con
Lavoreremo da grandi.
Beppe (Giuseppe Battiston), Umberto (lo stesso Albanese) e Gigi (Nicola Rignanese), attendono l’arrivo del giovane Toni (Niccolò Ferrero), figlio di Umberto, che ha appena finito di scontare la sua pena in carcere. La voglia di festeggiare per la ritrovata libertà - a cui fa da contrappunto la delusione di Gigi per non aver ricevuto in eredità dall’anziana zia un becco di un quattrino, ma solo trucchi e parrucche - incardina una serie di accadimenti che si susseguono geometricamente, con tempi e luoghi perfetti per suscitare divertimento e suspense.
Il film si guarda d’un fiato, è divertente e intelligente, e dimostra il talento di Antonio Albanese e di tutto il cast, come protagonisti della commedia italiana. Peccato per la declinazione quasi esclusivamente la maschile del film: i personaggi femminili sono per lo più marginali, tra anziane mamme, la figlia di Umberto, Giulia (Claudia Stecher) e Pink (Marianna Folli) una escort che appare ad un certo punto e poi scompare velocemente, come una meteora.
Personaggi, tra l’altro, questi ultimi due, che continuano a proporre sul grande schermo un modello di attrice magrissimo. Beati gli attori (maschi) che possono tranquillamente mostrare i loro rotoli abbondanti sull’addome ed essere amati lo stesso dal pubblico. Il cinema può fare molto per offrire modelli “normali” a favore anche del pubblico femminile.
06/02/2026, 17:30
Elisabetta Vagaggini