ISICULT - Zaccone: 的sICult pubblica in esclusiva
la bozza di decreto di riparto dei 606 milioni
del Fondo Cinema e Audiovisivo per il 2026"
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IsICult Istituto italiano per l棚ndustria Culturale, centro di ricerca indipendente, pubblica oggi in esclusiva sul proprio sito web la bozza di decreto di riparto dei 606 milioni di euro previsti per l誕nno 2026 destinati al Fondo Cinema e Audiovisivo, a fronte dei 696 milioni dell誕nno 2025).
Il testo � stato trasmesso dal Direttore Generale per il Cinema e l但udiovisivo Giorgio Carlo Brugnoni al Consiglio Superiore per il Cinema e l但udiovisivo � Csca (il massimo organo consultivo del Ministero della Cultura) per il prescritto prima della firma del Ministro Alessandro Giuli. Il Consiglio Superiore l檀a approvata ieri mercoled� 25 febbraio.
L棚sICult, nella sua azione a favore della massima trasparenza nelle 菟ublic policy� per la cultura, ritiene che un documento cos� importante e delicato dovrebbe essere sottoposto, prima dell誕pprovazione definitiva da parte del Ministro, alla valutazione di tutto il settore cinematografico e audiovisivo, in una logica di 登pen data� e trasparenza amministrativa e confronto pubblico, con un coinvolgimento dialettico di tutta la comunit� artistica e professionale. E magari coinvolgendo anche le commissioni parlamentari competenti.
Gioved� della scorsa settimana, 19 febbraio, le linee-guida del 途iparto� sono state illustrate ai rappresentanti delle principali associazioni del settore in occasione di una riunione (a porte chiuse) al Collegio Romano, promossa dalla Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, ma fino ad oggi il documento non � stato reso pubblico.
Sabato 20 le associazioni 100autori, Acmf, Aidac, Air3, Anac e Wgi (rappresentative di gran parte degli sceneggiatori, registi, adattatori, compositori delle musiche per film) hanno comunque espresso 吐ermo dissenso� rispetto alle indicazioni annunciate sul riparto del Fondo.
Il Presidente dell棚sICult Angelo Zaccone Teodosi ritiene condivisibili le critiche avanzate dalle associazioni degli autori: 賭uest誕nno le varie linee di intervento del Fondo vengono tutte ridotte, alcune in modo radicale: i contributi selettivi vengono tagliati del 54%, a tutto vantaggio del credito d段mposta ォper l誕ttrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisiviサ, che sale da 42 a 100 milioni di euro. Il Fondo viene tagliato del 13 % ma il tax credit cresce del 7 % (dai 412 milioni del 2025 ai 441 del 2026), finendo per assorbire il 73 % del totale (era il 59 % nel 2025). Si comprime la leva qualitativa e si amplia la leva fiscale. E centinaia di festival � strumenti preziosi per la promozione della cultura audiovisiva � continuano a beneficiare solo di una manciata di milioni�.
Nella bozza di relazione che accompagna la bozza di decreto, si legge testualmente che il riparto sarebbe il risultato 電ell段stanza pervenuta dalle associazioni di categoria, di destinare le risorse disponibili in via prioritaria agli strumenti, quali il credito d段mposta, considerati maggiormente essenziali, nelle condizioni date e nelle more della riforma della disciplina di cui alla legge 14 novembre 2016, n. 220, per avviare le produzioni, tenuto ovviamente conto delle diverse specificit� delle linee di intervento�. A fronte delle reazioni manifestate dalle associazioni degli autori, si comprende che si tratta evidentemente di 妬stanze� rappresentate non da loro, bens� verosimilmente soltanto dall誕nima 兎conomica� del settore, ovvero le varie lobby Anica, Apa, Cna, Confartigianato Cinema e Audiovisivo� Contraddizioni interne del sistema.
L誕vvocato Michele Lo Foco, membro del Consiglio Superiore Cinema e Audiovisivo, ha espresso voto contrario rispetto al prospettato piano di riparto, in particolare riguardo alla disattesa esigenza di porre un freno al tax credit.
Domanda Zaccone: 楢 stata mai realizzata una seria valutazione di impatto, per comprendere se la legge Franceschini del 2016 ha stimolato realmente una crescita strutturale del sistema, un弾stensione del pluralismo espressivo, il rafforzamento delle imprese indipendenti ed il sostegno agli autori emergenti, e quell駐audience development� che dovrebbe caratterizzare la democrazia culturale?!�.
Conclude il Presidente dell棚sICult: 塗a senso destinare cos� tante risorse per stimolare l誕ttrazione di investimenti stranieri in Italia, a fronte della riduzione del sostegno pubblico a favore di tante altre attivit�? tutto questo sostegno pubblico al settore continua ad arricchire i big player, a vantaggio delle multinazionali audiovisive straniere, privilegiando la fiction tv rispetto alle opere cinematografiche� La recente vendita da parte di Andrea Occhipinti delle quote di maggioranza della sua qualificata Lucky Red alla francese Canal+ Vivendi di Vincent Bollor� (dopo i precedenti di Palomar acquisita da Mediawan, Groenlandia da Banijay, Lux Vide da Fremantle, eccetera) � la preoccupante conferma che il tanto invocato 壮ovranismo culturale� sembra restare un pio auspicio teorico-retorico, contraddetto da una politica culturale frammentaria ed erratica. Il sostegno dello Stato al cinema italiano si trasforma paradossalmente in uno strumento grazie al quale gruppi stranieri si impossessano delle imprese nazionali�.
27/02/2026, 08:12