BIF&ST 17 - CATTIVA STRADA, romanzo di formazione estremo
In concorso alla 17esima edizione del Bif&st di Bari, l'opera prima di Davide Angiuli, “
Cattiva strada”, con protagonisti Malich Cissè e Giulio Beranek, al cinema dal 26 marzo con Notorious Pictures.
Un film che non cerca scorciatoie, che non ti concede una vera via di fuga. Nella periferia di Bari, Donato si muove in equilibrio precario, diviso tra la nonna malata di Alzheimer e un’esistenza che sembra non offrirgli alternative. L’incontro con Agust, ladro albanese legato a un codice d’onore antico e inflessibile, segna una svolta improvvisa e decisiva: da quel momento, la sopravvivenza si intreccia con il rischio costante.
Attraverso Agust, Donato entra in un nucleo familiare dove la lealtà non è negoziabile e le tradizioni hanno un peso concreto, quasi fisico. È proprio lì che il protagonista sperimenta, forse per la prima volta, una forma primitiva e potente di appartenenza, in netto contrasto con il lento sgretolarsi della sua vita privata.
Il film sceglie una messa in scena ben precisa: l’uso di una lente da 50mm, la rinuncia ai campi larghi, la colonna sonora martellante contribuiscono a costruire una sensazione costante di ansia, come se lo spettatore fosse intrappolato Nella mente di Donato, rendendo tangibile la tensione tra il desiderio di uscire da quella spirale e la tentazione di abbandonarsi ad essa.
Donato è un personaggio irrisolto, e proprio per questo estremamente credibile: un giovane che non riesce a riconoscersi in ciò che è, e che tenta continuamente di ridefinirsi attraverso gli altri, attraverso le scelte, attraverso il rischio. Il suo percorso assume i contorni di un vero e proprio rito di passaggio, una sorta di romanzo di formazione estremo.
Accanto a lui, Bari non è solo uno sfondo, ma una presenza viva, concreta. La città è mostrata attraverso finestrini, strade, periferie che parlano una lingua fatta di sguardi e silenzi prima ancora che di parole. È un ambiente raccontato con onestà, senza estetizzazioni, dove la durezza convive con un senso profondo di umanità.
"Cattiva strada" riesce così a raccontare qualcosa di universale partendo da un contesto estremamente specifico: il bisogno di appartenenza, la paura della solitudine, i compromessi che si è disposti ad accettare pur di non sentirsi fuori posto. Lo fa con uno stile asciutto, capace di alternare momenti di forte intensità a improvvise aperture più leggere, senza perdere coerenza.
23/03/2026, 16:25
Caterina Sabato