BEYUL - Una storia tibetana
A causa del riscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacciai, gli abitanti dello Zanskar devono ricorrere a soluzioni estreme come la costruzione di ghiacciai artificiali per irrigare i campi. Il film diretto da
Francesco Clerici e
Angelica Pastorella, ci descrive la vita di una comunità di esuli tibetani che risiedono in uno dei luoghi più isolati del mondo, a circa undici ore di macchina da Leh. Il titolo "
Beyul" si riferisce ad un concetto della cultura tibetana, che indica una sorta di luogo inteso come paradiso terrestre, dove regna una pace ed una quasi tregua tra uomo e natura.
Documentario tipicamente di osservazione, realizzato tecnicamente molto bene, approfondisce una certa dimensione magica e mistica dell’oriente, senza scadere nello stereotipo e nel banale. Voci di sciamane, monaci e vecchi personaggi risvegliano davanti a noi i "Lu", i fantasmi dell'acqua dell' infero mondo tibetano. Già un estratto installativo intitolato "Luyul" è stato presentato all’interno della mostra "Il senso della neve" al Mudec.
Il documentario è Prodotto da Nieminen Film e Fullcode in collaborazione con Kel 12 e il Mudec. I due registi scelgono di non seguire un solo personaggio, ma prediligono un punto di vista corale, che riflette il pensiero collettivo e popolare locale. Nel montaggio sono state utilizzate circa 190 ore di girato, raccolte in diversi anni con vari formati, dai droni ai cellulari, per creare un quadro molto chiaro che funge da cartina di tornasole per il futuro climatico globale.
Il film di Clerici e Pastorella nasce sicuramente dall’incontro tra due sensibilità forti, in cui esperienza scientifica, narrazione e costruzione del congegno documentaristico si intrecciano bene. Più che rappresentare un territorio, "
Beyul" prova di restituirci la possibilità di abitare, anche solo per la durata della rappresentazione, una diversa modalità di esistenza, anche tramite il contatto con gli spiriti e il sentire di un popolo minacciato dalla tecnologia.
27/04/2026, 08:08
Duccio Ricciardelli