Sinossi *: L’Himalaya, con le sue dimensioni e la sua posizione geografica, costituisce una barriera naturale carica di sacralità e di miti. “Beyul” è un affresco della vita e del lavoro nella valle dello Zanskar, uno dei luoghi più remoti del pianeta, che negli ultimi anni, a causa del riscaldamento climatico ha dovuto trovare modalità di resistenza sempre più estreme per poter provvedere all’irrigazione dei suoi campi. A fare da contrappunto a riprese di osservazione antropologica sono le voci di sciamane, monaci e vecchi, che evocano un mondo invisibile fatto di Lu: spiriti dell’acqua ed entità magiche.
Sullo sfondo di questa quotidianità, coloro che vengono chiamati in lingua locale “Rgon mai”, costruiscono, con tecniche tradizionali e pratiche moderne, un ghiacciaio artificiale, una cattedrale che alimenterà l’agricoltura e garantirà un’almeno temporanea sopravvivenza. Un girotondo di voci ed esistenze in una danza attorno all’acqua.