DENTRO PAESAGGI DI LUCE - Il contrasto
tra paesaggio naturale ed industriale
“
Dentro Paesaggi di Luce” è un cortometraggio di
Michele Trentini, presentato al Trento Film Festival 2026 e realizzato all’interno della residenza artistica “Tracce del Tempo”.
In appena undici minuti, il regista costruisce un’esperienza in cui il confine tra realtà e immaginazione si fa volutamente poroso, procedendo più per suggestioni che seguendo una narrazione esplicita.
Il cuore del film sta nel forte contrasto e nella tensione tra due tipi di paesaggio: quello naturale e quello industriale. Da un lato c’è la luce degli elementi naturali, che richiama qualcosa di primordiale e quasi rassicurante; dall’altro quella artificiale dell’acciaieria, vicina ma disturbante, magnetica e ambigua.
Gli elementi naturali - acqua, alberi, il verde dei boschi, una farfalla - insieme alla luce del sole e al silenzio, costruiscono uno spazio di incontro intimo tra l’essere umano e il paesaggio. Al contrario, l’acciaieria appare come un ambiente cupo e opprimente, fatto di fumo, oscurità e rumori forti che interrompono bruscamente questa dimensione contemplativa. Però anche qui c’è della luce: quella delle scintille dei macchinari a lavoro.
Più che raccontare una storia, il corto mette in scena uno stato mentale: una sorta di “sogno a occhi aperti”, tra luci e ombre, tra il silenzio della natura e i rumori dell’industria.
L’alternarsi di questi due immaginari visivi lascia in chi osserva un senso di inquietudine. Sembra alludere alle dimensioni proprie dell’essere umano: da una parte la natura, dall’altra la civiltà industriale.
È un’opera audiovisiva che potrebbe trovare il suo spazio in un museo d’arte contemporanea, soprattutto per la dualità che pone tra metafora, introspezione e realismo documentaristico, come quello del mostrare il fiume Natisone in Friuli.
L’aspetto più interessante è l’uso della luce come elemento narrativo. Non semplice illuminazione, ma materia viva: scintille, sole, luce riflessa, luce naturale e artificiale. Nell’acciaieria gli spazi sono molto bui e, proprio per questo, le scintille diventano protagoniste, questa sembra essere un’intenzione narrativa precisa: la bellezza della luce emerge proprio dal contrasto con il buio profondo che la circonda.
È un lavoro che può risultare ipnotico per chi accetta il suo ritmo contemplativo, ma anche sfuggente per chi cerca una struttura narrativa più tradizionale. Trentini ha realizzato un breve studio poetico sul rapporto tra individuo e ambiente, tra attrazione e smarrimento che merita di essere visto.
28/04/2026, 07:35
Marta Bello