CINEMAMBIENTE 29 - Apertura con cinema e musica dalla Groenlandia
Sarà dedicata alla Groenlandia e alla sua storia la serata inaugurale del 29° Festival CinemAmbiente, che si aprirà mercoledì 3 giugno, alle ore 20.30, al Cinema Massimo, con la proiezione della versione restaurata di
Den store Grønlandsfilm (Il grande film della Groenlandia), accompagnata dalla sonorizzazione dal vivo della band inuit Inuk.
Omaggio al territorio-simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali, la serata è il prologo di un’edizione del Festival particolarmente attenta al tema dello scioglimento dei ghiacciai nelle zone artiche, che ispira anche l’immagine-guida per il 2026, firmata dal regista d’animazione e disegnatore Roberto Catani.
Diretto nel 1922 da Eduard Schnedler-Sorensen, uno dei pionieri dell’industria cinematografica danese, Den store Grønlandsfilm è una rara testimonianza delle usanze e dei costumi della popolazione inuit prima della forzata modernizzazione. Il film si sofferma su molteplici aspetti della loro vita quotidiana: la caccia alle foche, ai trichechi e agli orsi polari, la pesca degli squali e degli halibut, le danze e le musiche tradizionali, le gare con i kayak, i lavori domestici e di accudimento del bestiame svolti dalle donne. In parallelo, il film documenta la quinta spedizione di Thule guidata da Knud Rasmussen, l’esploratore e antropologo danese e groenlandese, definito “il padre dell’eschimologia”, che fu il primo europeo ad attraversare l’agognato passaggio a Nord-ovest via ghiaccio e terra. La cinepresa lo segue in alcune traversate sulla slitta trainata da cani, prima che prosegua verso altri sconosciuti territori settentrionali.
Composta da Inunnguaq Petrussen (autore, voce e chitarra), da Nukannguaq Kajusen (batteria e chitarra) e da Kristian Herlufsen (basso), la band Inuk accompagnerà le immagini sullo schermo con canzoni tratte dal proprio repertorio indie pop/rock in lingua groenlandese e con musiche originali composte per l’occasione. «Nella scelta dei brani – spiega il leader della band Inunnguaq Petrussen, oggi anche presidente del neonato Greenlandic Film Institute, inaugurato all’inizio del 2026 – ci siamo concentrati sulla sensazione trasmessa dalla melodia e dal ritmo, in modo che corrisponda all’atmosfera del film. Navigare tra ghiaccio e tempeste in un ambiente inospitale richiama melodie cupe in tonalità minore, i volti felici degli inuit evocano melodie leggere e dolci in tonalità maggiore». La sonorizzazione ha comportato anche un lavoro di ricerca e adattamento delle musiche dell’epoca sottese alle riprese del lungometraggio muto: «Sappiamo, ad esempio, che il popolo groenlandese ha adottato la melodia e i passi della polka dai balenieri olandesi. Quindi abbiamo colto l’occasione di suonare una tradizionale polka groenlandese per restituire un’atmosfera autentica alla scena del ballo presente nel film».
Il restauro del film, che ha comportato un intervento molto complesso sulla pellicola fragilizzata dalle temperature artiche, è stato realizzato dell’Het Nederlands Filmmuseum e dal Det Danske Filmmuseum con il co-finanziamento del progetto LUMIÈRE del programma MEDIA della Comunità europea. L’ingresso e l’accesso a tutte le proiezioni e a tutti gli eventi del Festival sono gratuiti.
Den store Grønlandsfilm (The Great Greenland Film) di Eduard Schnedler-Sørensen (Danimarca 1922, 63’)
Una testimonianza unica sulla fase iniziale della quinta spedizione Thule (1921-1924) guidata da Knud Rasmussen, supportato dal collega Peter Freuchen, nei suggestivi territori dell’Artico. Il celebre esploratore, etnografo e antropologo cresciuto tra Groenlandia e Danimarca viene filmato dal momento della sua partenza dal Porto di Copenaghen, il 15 maggio 1921, fino all’addentrarsi nella bianca immensità dei ghiacciai dell’estremo nord. Superate le difficoltà di navigazione tra le correnti atlantiche, vengono raggiunte le coste frastagliate della Groenlandia, iniziando così un viaggio esplorativo in cui si susseguono immagini di vita quotidiana, dalla caccia di foche e la pratica inuit del kayak alle attività degli insediamenti minerari e quelle legate all’allevamento del bestiame. Uno sguardo autentico dell’epoca che, attraverso i molteplici aspetti di una cultura coloniale, ci rivela l’identità della popolazione locale, tra nuova civiltà e tradizione indigena.
Eduard Schnedler-Sørensen (1886-1947) è considerato il pioniere dell’industria cinematografica danese. Noto regista e sceneggiatore della Nordisk Films Kompagni, dove tra il 1911 e il 1914 diresse oltre sessanta film, suggellò la sua fama con Dødsspring Til Hest Fra Cirkus-Kuplen/The Great Circus Catastrophe (1912), uno dei più grandi successi della Nordisk che si avvalse, inoltre, dell’interpretazione del grande attore Valdemar Psilander. Attivo come cineasta fino alla fine degli anni Venti, caratterizzò le sue opere con una peculiare tensione drammatica tra colpi di scena, acrobazie spettacolari e procedimenti narrativi avvincenti. Den store Grønlandsfilm è l’unico lungometraggio documentario della sua prolifica carriera.
Inuk. La band Inuk (che significa “essere umano” in groenlandese/inuit) è stata fondata nel 2007 da Inunnguaq Petrussen (autore, voce, chitarra) e da Nukannguaq Kajusen (batteria, chitarra, basso, autore, voce) e ha pubblicato il suo primo album nel 2008. Con la formazione completata dal bassista Kristian Herlufsen, la band ha oggi all’attivo cinque album. Lo stile musicale degli Inuk è indie pop/rock; hanno ricevuto nel 2015 il premio come album dell’anno in Groenlandia, ottenuto due dischi d’oro e si sono esibiti in tutte le città dell’isola artica. La loro musica è riconoscibile per l’uso della lingua groenlandese nativa, i testi parlano soprattutto del lato oscuro dell’amore e della nostra fragilità emotiva, spesso creando un contrasto tra melodie allegre e coinvolgenti e parole che raccontano il fallimento umano.
15/05/2026, 10:32